Cattolici discriminati in Europa ma alla fine la Chiesa la spunterà

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15/10/2004, La Repubblica, pag. 23

Il cardinale Sodano: i veri problemi sono però il rapporto con l’Islam e la difesa delle radici del Continente

“Cattolici discriminati in Europa ma alla fine la Chiesa la spunterà”


di Orazio La Rocca
CITTÀ DEL VATICANO-«Non è laprimavolta che la Chiesa di Roma si trova di fronte a vicende come quelle emerse in questi giorni a livello europeo con i cattolici in difficoltà e in qualche modo discriminati. In duemila amni di storia la vita della Chiesa è andata sempre incontro a problemi e difficoltà di ogni genere. Alla fine, con l'aiuto di Dio, la Chiesa è andata sempre avanti, si è sempre salvata. Ma, oggi, i veri problemi sono altri: e vale a dire il rapporto con l'islam, la difesa delle radici europee, l'agnosticismo, il relativismo morale. Sono queste le vere sfide che la Chiesa è pronta ad affrontare, perché sa che alla fine la verità trionfa sempre».
Il cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato dellaSanta Sede, parla per la prima volta del caso-Buttiglione e delle polemiche sollevate dal voto di Bruxelles anche in merito al ruolo dei cattolici presenti nelle istituzioni. Ma non solo. Lo fa – soppesando prudentemente le parole – nella sacrestia della Chiesa Nuova di via Vittorio Emanuele, a Roma, dove ieri sera ha presieduto una solenne Messa per il quarto centenario della morte del beato Giovenale Ancina. Una figura eroica – spiega nell'omelia- di«quella stagione dellagrande Riforma che vide operare grandi santi e beati, che ancora oggi sono in grado di `parlare' a credenti e uomini di buona volontà come figli prediletti della Chiesa universale. Indimenticabili figure di cristiani, sempre attualissimi, pur essendo vissute circa 4 secoli fa. Come il beato Giovenale».
Eppure oggi, cardinale Sodano, un cattolico come Rocco Buttiglione che, nelle istituzioni in cui opera, rivendica le sue radici cristiane, viene bocciato.
Come lo spiega?
«È difficile in questo momento dare giudizi su questa vicenda, in particolare, e, più in generale, su quanto avvenuto a Bruxelles nei giorni scorsi. È bene, forse, restare in silenzio».
Al di là del caso-Buttiglione e della vicenda di Bruxelles, è vero che il cattolico oggi dà fastidio, è per questo discriminato e corre il rischio di essere emarginato nelle istituzioni nazionali ed internazionali?
«Ripeto, io inviterei a non preoccuparci di queste vicende
specifiche e di quanto avvenuto nelle istituzioni europee. Non è la prima volta che i cattolici, i cristiani, gli uomini di Chiesa si trovano davanti a problemi di questo genere e a pericoli di isolamenti e discriminazioni. Basta guardare alla storia cristiana per rendersene subito conto. La vita della Chiesa nel corso dei suoi 2000 anni ha sempre vissuto difficoltà di ogni genere ed è andata incontro ad ostacoli che, apparentemente, sembravano insormontabili. Non dobbiamo mai meravigliarci di trovarci davanti a queste vicende o a casi come quelli avvenuti in Europa. L'importante è andare avanti con fiducia, con serenità con la sicurezza che alla fine la verità allafine trionferà».
È un fatto, però, che i cattolici vivano momenti di difficoltà, specialmente nei rapporti con il mondo politico, specialmente con partiti e realtà laiche. Cosa intende fare la Chiesa per superare queste problematiche?
«I popoli sono creati daDio per la libertà, ma sono anche creati per la verità. E quindi queste difficoltà incontrate oggi, a livello europeo e in generale con le istituzioni socio-politiche, speriamo che presto siano superate»
Oltre ai problemi di emarginazione, quali sono gli altri ostacoli che potrebbero frenare il cammino della Chiesa?
«Certamente, oltre alle difficoltà socio-politiche, il grande problema del futuro sarà quello dei nostri rapporti col mondo islamico. È una sfida che interpella, però, non solo la Chiesa.
Ma il grande problema del futuro non è solo questo: la Chiesa sarà sempre più frequentemente chiamata a far comprendere a chi non crede che noi credenti cristiani abbiamo il diritto di proclamare la verità del vangelo. Un diritto direttamente legato al sacrosanto principio della libertà che spetta ad ogni persona al di là della fede professata, della razza e delle scelte politiche operate».
Col modo islamico c'è anche il problema della reciprocità, che è poi un diritto in sintonia conia libertà di religione. E' così?
«Sì anche la reciprocità con il mondo islamico è un problema da tenere presente, perché come la comunità islamiche in Occidente hanno diritto ai loro luoghi di preghiera e alla libertà di culto, così anche i cristiani devono avere la stessa libertà in qualsiasi altra
parte del mondo, compresi i paesi islamici».
Parlando di problemi presenti e futuri, non si possono dimenticare le difficoltà che la Chiesa incontra per far inserire anche un piccolissimo riferimento alle radicicristiane europee nella Carta Ue.
«E' vero. Credo che l'Europa non deve dimenticare mai la sua storia autentica, le suevere radici; ma non deve dimenticare anche ciò che il cristianesimo ha portato in ciascun paese anche a livello culturale, artistico e letterario. Ma credo che questa tentazione del relativismo morale, dell'agnosticismo dottrinale presto sarà superato, perché la verità alla fine trionferà».

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