Caro Ajello, io invece mi batterò perchè lo schiavismo linguistico finisca

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Caro Ajello, io invece mi batterò perchè lo schiavismo linguistico finisca.

Il candidato per la lista Bonino-Pannella Giorgio Pagano contrario ai criteri riportati dal Messaggero per la scelta dell’euro-candidato ideale “Quello non sa l’inglese? Non gli do la mia X”: così la pensa Mario Ajello che, nell’articolo “Dieci regole per l’euro-candidato ideale” pubblicato sul Messaggero del 25-05-2009, indica la conoscenza dell’inglese come uno tra i dieci requisiti che devono possedere i candidati idonei a rappresentare i popoli degli Stati dell’UE a Strasburgo.Ma Giorgio Pagano, candidato per la lista Bonino-Pannella nella circoscrizione centrale nonché Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, non ci sta e interviene in difesa di un modello di comunicazione democratico, libero dalla sudditanza all’egemone lingua della Regina. “Occorre una politica linguistica federale che, attraverso l’utilizzo dell’esperanto come lingua dalle pari opportunità, rinvigorisca questa Unione Europea ormai flaccida e contribuisca a creare l’identità degli Stati Uniti d’Europa ”, dichiara.“In un’Unione Europea allargata a 27 membri in cui dovrebbero convivere 23 lingue ufficiali in regime di parità ed uguaglianza è paradossale pensare che l’europarlamentare ideale possa svolgere adeguatamente le sue funzioni solo accettando, e non rigettando, la dominazione anglofona. Libero e non schiavo della colonizzazione anglofona: questa, piuttosto, dovrebbe essere una delle regole da inserire nel vademecum per scegliere il perfetto rappresentante di 27 popoli e 23 lingue diverse”, conclude.

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