Capello bocciato ”Impara l’inglese”

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Capello bocciato ”Impara l’inglese”

Il ct dell’Inghilterra dice di conoscere solo 100 parole ”sufficienti per farmi capire”, il ‘Times’ lo attacca ricordando lo stipendio record (6 milioni): ”Ogni parola costa 60 mila euro”
LONDRA – Stampa inglese ancora una volta poco tenera nei confronti di Fabio Capello. Nel mirino è finito il ‘poco’ inglese parlato dal ct della nazionale del tre Leoni. Alla vigilia dell’amichevole di questa sera contro il Ghana Capello, rispondendo a chi gli chiedeva se la lingua rappresentasse un ostacolo nei rapporti con la squadra, ha spiegato che un centinaio di parole sono sufficienti per farsi capire. "Se dovessi discutere di economia potrei avere qualche problema, ma quando si parla di calcio 100 parole sono sufficienti. E poi io leggo i quotidiani, guardo la tv e ascolto la radio inglese tutti i giorni. E cerco sempre di migliorare", la difesa di Capello, convinto che il calcio sia un gioco semplice reso complicato da chi non sa giocarlo.

Il giorno della sua presentazione, nel gennaio 2008, Capello aveva promesso che nel giro di un mese si sarebbe espresso in inglese. Ma da allora, pur comunicando con giocatori e stampa senza ricorrere all’interprete, il suo inglese è rimasto approssimativo. Da qui le perplessità dei commentatori d’Oltremanica, che invero non perdono occasione per attaccarlo.

Oggi tocca all’autorevole Times, che dedica un editoriale all’immaginifico vocabolario di Capello. Cento parole che ne riassumono ironicamente l’avventura sulla panchina dei Tre Leoni: come "fascia di capitano, telefonate, adulterio, Germania, Beckham, 45 anni di dolore, eliminazione agli ottavi, wags". La chiusura dell’articolo però abbandona il tono scherzoso per un invito tra il sarcasmo e
il rimprovero. E ricordando lo stipendio che percepisce Capello dalla Federcalcio inglese, circa sei milioni di euro all’anno (l’equivalente di 60mila euro a parola), si chiede se non sia troppo aspettarsi che impari a parlare inglese. "Sarebbe il minimo, non vi sembra?", conclude il Times.

Nonostante il tecnico assicuri di potersela cavare con sole 100 parole, la sua povertà linguistica sarebbe invece causa di problemi. "Capello evita il più possibile di parlare con i suoi giocatori al telefono, perchè gli risulta difficile comprendere", scrive il ‘Sun’. La telefonata a Steven Gerrard, quando l’allenatore stava valutando se assegnare al centrocampista del Liverpool la fascia da capitano, andrebbe vista piuttosto come un’eccezione che conferma la regola. Tanto che, quando voleva disperatamente Paul Scholes per la Coppa del Mondo, Capello non lo contattò direttamente, ma si rivolse al suo assistente Franco Baldini. "Scholes ha dichiarato che se fosse stato chiamato da Capello in persona, sarebbe andato in Sud Africa", accusa il tabloid.
(29 marzo 2011)




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