cancellati popoli indigeni dalla mappa de el salvador

Da Amadeo Martínez. Pretextos. 29 maggio- Il censimento della popolazione del 2007 ha reso invisible la popolazione indigena dello stato di El Salvador. Le cifre ufficiali stabiliscono che la maggior parte della popolazione è meticcia (86%) e bianca (13%), e solamente l’ 1% restante si divide in indigeni, neri ed altri gruppi. Questi risultati rafforzano una delle idee più radicate e più sbagliate: che ne El Salvador non ci sono indigeni. Numerose organizzazioni ed esperti avevano avvertito, già dall’anno passato, che le domande del censimento tendevano a dare il risultato che ora abbiamo davanti agli occhi, e che alcuni certificano come un processo di estinzione tecnica, Gli indigeni de El Salvador hanno sperimentato ogni genere di discriminazioni. Durante e dopo la colonizzazione spagnola erano considerati “bestie”. E poiché le terre comunali permettevano loro di scappare dai lavori malpagati nelle aziende agricole e nelle opere pubbliche, sono stati etichettati come “scansafatiche” . Il compendio di leggi di Isidro Menéndez (1856) raccoglie numerosi regolamenti destinati a punire con durezza chiunque non fosse disposto a lavorare nelle fattorie, in particolare agli indigeni. In termini economici e sociali, gli indigeni sono i più poveri tra i poveri di questo paese. degli avvenimenti più recenti di questa lunga tradizione discriminatoria si manifestò nella relazione dello stato salvadoreño alla “Convención Internacional sobre la Eliminación de todas las Formas de Discriminación Racial”, nel 2005. In quest’insolito documento, lo stato assicura, tra le altre cose, che la popolazione salvadoreña non è composta da gruppi con caratteristiche razziali differenti, e che, perciò, nel paese non esiste alcuna discriminazione razziale. L’anno seguente il Comitato per l’Eliminazione della Discriminazione razziale dell’ONU, incaricò lo stato salvadoreño di distinguere etnicamente la popolazione de El Salvador. Lo stato ebbe l’opportunità nella realizzazione del Censimento del 2007. Per includere nel cedolino una domanda relativa alle questioni etniche, le autorità si consultarono con organizzazioni indigene ed esperti nel tema. Senza alcun dubbio, alla fine, la domanda fu cambiata in una che riguardava non le condizioni etnico-culturali, quanto le caratteristiche fenotipiche, che per secoli sono state usate per vantare una supposta “inferiorità razziale”.Le organizzazioni indigene affermano che a molti intervistati non fu nemmeno fatta la domanda e, come accadde nel cantone Pushtan, di Nahuizalco, a questa risposero i censitori stessi. Non solo mancò un’informazione sul contenuto e l’obiettivo del Censimento, ma fu altresì attuato con poco rispetto verso una popolazione a lungo punita che, in molti casi, rifiutò di rispondere alle domande. Per far valere il loro diritto a non essere cancellate dalla mappa, gli indigeni hanno presentato, tra giugno e novembre 2007, cinque ricorsi di protezione, che hanno avuto una scarsa risonanza nei grandi mezzi di comunicazione. Tre di queste petizioni sono già sttae dichiarate infondate dalla Corte suprema di Giustizia.

Questo messaggio è stato modificato da: danielaargenti, 24 Giu 2008 – 21:52 [addsig]




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