Campioni della lingua italiana si diventa. Da Trento a Lagos.

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SCUOLE SUPERIORI.

Campioni della lingua italiana si diventa. Da Trento a Lagos.

Nicolò, Caterina, Elena e Ibinabo sono i quattro vincitori delle Olimpiadi di Italiano 2014. Due liceali e due studentesse di scuole italiane all’estero: dalla Bulgaria alla Nigeria.

di Redazione Scuola.

Ama Kafka ma anche i gialli di Agatha Christie, gli piace la pallavolo e, figlio del suo tempo, nemmeno lui è immune dall’effetto Masterchef: tanto che, da grande, sogna di fare il critico gastronomico. Si racconta così il vincitore dell’ultima edizione delle Olimpiadi di Italiano, Nicolò Rizzotti, studente della II A del Liceo Classico Carlo Alberto di Novara. In attesa di diventare il prossimo Pellegrino Artusi, si confronterà con i sapori e i profumi d’Oriente grazie al premio che si è guadagnato con le sue straordinarie capacità linguistiche: un viaggio a Istanbul. Mentre la sua compagna di podio per il biennio, Caterina Dalmaso del Liceo Classico Arcivescovile di Trento, che da grande vuole fare la ricercatrice, intanto potrà prendersi un po’ di tempo per sognare andando a Parigi. Ma i vincitori dell’ultima Olimpiade di Italiano non si chiamano solo Nicolò e Caterina. Ci sono ancheElena Kostova e Ibinabo Kilali David-West, arrivate prime nella categoria degli studenti delle scuole italiane all’estero. Elena frequenta la 12 B del triennio del liceo bilingue Nukk di Gorna Banja, a Sofia, ama la pallavolo, lo sci e il tennis, la matematica e la fisica e sogna di andare a studiare Economia a Oxford per diventare una grande manager. Ibinabo invece frequenta la I Liceo Linguistico dell’Italian International School «Enrico Mattei» a Lagos, e si racconta così: «Sono alta, con carnagione scura, non tanto magra e porto gli occhiali. Mi piace stare con gli amici. Il mio libro preferito è “Noi ragazzi dello Zoo di Berlino” di Christiane F. Il mio sogno è viaggiare in tutto il mondo e da grande vorrei lavorare per le Nazioni Unite».

Boom di partecipanti

Erano 66 i finalisti che si sono sfidati nelle ultime prove della quarta edizione delle Olimpiadi della lingua italiana, a Firenze, a Palazzo Vecchio, l’11 e 12 aprile: una gara che ha messo alla prova conoscenze grammaticali e capacità linguistiche, comprensione e capacità di rielaborazione dei testi di studenti di 600 licei dello Stivale e 570 ragazzi di 32 scuole all’estero, che hanno quella di Dante come prima lingua o come «lingua 2». La manifestazione organizzata dal Miur, ha coinvolto quasi un terzo del totale delle scuole superiori e 14.769 studenti indicati dai loro docenti. La giuria era composta da Gian Luigi Beccaria (presidente), Giulio Ferroni, Francesco Sabatini, Luca Serianni, Sergio Scalise, Alberto Vignati (vincitore dell’ultimo Campiello giovani), e, per il Ministero dell’Istruzione, Carmela Palumbo.

Giornate della lingua italiana

Dopo la prima prova del 13 febbraio (le gare di istituto) e la fase interprovinciale del 13 marzo, si sono affermati i 66 che parteciperanno alle finali, a Firenze, nell’ambito di una più ampia iniziativa culturale: le «giornate della lingua italiana». Dedicate, quest’anno, al poeta Mario Luzi nel centenario della sua nascita, ai cinquecento anni del «Principe» di Machiavelli e all’anniversario della nascita di Galilei, avvenuta 450 anni fa.

La finale

La gara finale prevedeva quesiti a risposta chiusa e prove aperte di scrittura. L’appuntamento rientra nel Programma nazionale di valorizzazione delle eccellenze (il programma ministeriale lanciato nel 2007 che premia gli studenti che si sono distinti nel corso degli studi delle superiori) e di approfondimento e promozione della lingua italiana. Patrocinato da Presidenza della Repubblica, Comune di Firenze, ministero Affari Esteri, Uffici Scolastici Regionali, vanta anche la supervisione dell’Accademia della Crusca e dell’Associazione per la Storia della Lingua Italiana. I premi offriranno agli studenti la possibilità di fruire di stage formativi in centri internazionali di approfondimento dello studio dell’italiano e agli studenti provenienti da altri Paesi, di frequentare stage in centri di studio e di ricerca in Italia.
(Da corriere.it/scuola/secondaria/12/4/2014).

 




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