Cameron minaccia di uscire dall’UE, ma intanto fa cancellare la norma sulla trasparenza per meglio papparsi i fondi PAC.

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Ha fatto parecchio rumore la dichiarazione del premier britannico, il conservatore David Cameron, che l’altro giorno ha annunciato la tenuta, entro la prossima legislatura, di un referendum per la permanenza del suo paese all’interno dell’UE (e quindi per uscirne) e proclamato che gli inglesi non accetteranno mai la prospettiva di un’Europa politica.

Intanto però ieri mattina, con un’incursione furbesca degna del miglior Scillipoti, nella Commissione Agricoltura del Parlamento gli eurodeputati del suo partito hanno votato, per una volta non in dissenso, con gli altri parlamentari del Partito Popolare Europeo un emendamento alla riforma della politica agricola europea (la famosa PAC) per abolire la norma di trasparenza che prevedeva l’obbligatorietà di comunicare i nomi di chi ottiene il sostegno comunitario.

I popolari sostengono che tale norma è ridondante rispetto a dispositivi analoghi già contenuti nelle norme di carattere generali sui fondi europei e che quindi la sua abolizione dalla sola PAC nulla cambia, ma il sospetto avanzato da più d’uno, per quanto riguarda il comportamento degli anti-europei tories, è che si sia voluto agevolare la regina Elisabetta, tra le principali proprietarie terriere del Regno Unito, che già in passato aveva beneficiato per le sue tenute di cospicui finanziamenti comunitari ("e io pago", direbbe Totò).

La notizia è stata segnalata tempestivamente da Marco Zatterin su La Stampa in un bell’articolo che riportiamo di seguito.

Insomma, parafrasando Trilussa, i tories (e più in generale gli inglesi), come il famoso gatto "compagno scompagno" dell’omonima poesia romanesca, sono euroscettici quando stanno a digiuno, ma quando "magnano" sono (ultra)europeisti!

24/01/2013
I TORIES EUROPEISTI PER LA REGINA
di Marco Zatterin

Passata in commissione al Parlamento europeo l’abolizione della trasparenza sui sostegni agricoli della nuova Pac. Non si sa chi prende i soldi. Nemmeno se è Elisabetta II…

http://www.lastampa.it/2013/01/24/blogs … agina.html

E bravi i conservatori britannici (e non solo loro). Questa mattina hanno partecipato coi popolari alla costruzione del consenso sulla nuova politica agricola comune post 2014 e hanno permesso di approvare l’eliminazione della clausola di trasparenza sui fondi.

Vuol dire che, a differenza di quanto proposto dalla Commissione Ue, la riformata Pac non stabilisce per ora l’obbligatorietà di comunicare i nomi di chi ottiene il sostegno comunitario. Pertanto non si potrà sapere chi ha avuto e cosa. Circostanza che, per fare un caso rumoroso, dà una bella mano alla Regina Elisabetta che tra il 2000 e il 2009 ha ricevuto 8 milioni di euro in sussidi per le proprietà reali di Sandringham in Norfolk and Balmoral in Scotland.

Bella cosa l’euroscetticismo e i proclami referendari di Cameron (che spiegano quelli di Maroni, euroscettico come gli allevatori leghisti che scaricano le multe per le quote latte sugli altri). Bella cosa quella di chiedere la riforma dell’Europa. La voglio anch’io un’Europa riformata, in cui però i soldi sono tracciabili e le regine non incassano i denari dei contribuenti che non sono loro sudditi.

Inutile dire altro sulla Pac, da queste parti. Cambierà ancora. Siamo solo in commissione Agricoltura, non si sa quanti meno soldi la politica verde avrà dal Bilancio Ue dal vertice del 7-8 febbraio, ci deve essere il voto della plenaria e poi passare al consiglio. Però le bestialità non mancano. Ad esempio quella secondo cui basta un ettaro di coltivazione biologica per avere diritto agli aiuto per il settore Bio. Quindi facciamo che io sono un gruppo che fa superpatate Ogm, è sufficiente che attrezzi un ettarino di pomodori senza coloranti e conservanti, e – voilà – divento un paladino dello slow food. I socialisti hanno già detto che faranno battaglia in aula e c’è da credergli. Ma intanto questi due primi due messaggi sono veramente disastrosi.

ps. E’ importante notare la precisazione di Giovanni la Via (Pdl). Salva la torta. Ma non la ricetta che c’è dietro il sorpasso a destra dei conservatori. Eccola: "Siamo accusati di avere votato a favore di un emendamento che cancella la trasparenza ma le cose stanno in maniera diversa. L`articolo 35 del Regolamento finanziario dell’Unione europea, pubblicato il 26 ottobre 2012, prevede già specifiche indicazioni riguardanti la pubblicazione delle informazioni sui destinatari di tutti i finanziamenti a valere sul Bilancio dell`Unione europea. L’approvazione dell’emendamento 803, che prevede la cancellazione nel regolamento orizzontale dell’articolo 110 bis, sulla pubblicazione dei dati relativi ai beneficiari della PAC, rimanda alla normativa generale. Tale normativa, peraltro, si sarebbe dovuta in ogni caso applicare, in quanto facente parte dei principi del titolo II del suddetto Regolamento (artt. 6-35), non derogabili da normative di settore (art.3), tra le quali appunto quella agricola." Quindi l’emendamento approvato, alla fine, è destinato a non valre comunque. Il che, però non toglie che sia stato approvato. E non elimina le intezioni di casa Tory (e non solo).




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