Buon Natale solo in italiano

Posted on in Politica e lingue 5 vedi

MILANO: RIMOSSE IN VIA PADOVA LE LUMINARIE MULTIETNICHE

BUON NATALE, SOLO IN ITALIANO

di EGLE SANTOLINI

In via Padova è scoppiata la guerra delle luminarie natalizie. Come in un film di
Frank Capra però riveduto e corretto da Spike Lee, perché trattasi del quartiere
multietnico più famoso di Milano e forse d’Italia, quello dove lo scorso febbraio
un egiziano di vent’anni venne ucciso e si scatenò la guerriglia tra nordafricani e
sudamericani.
Capita che il quartiere si prepari al Natale, e che lungo la via compaiano, già una decina di giorni fa, montati anche se non ancora illuminati, certi auguri multietnici: cuori rossi intrecciati a frasi beneauguranti in diversi idiomi. Ma ieri mattina, oplà, ecco che rimangono soltanto quelli in italiano, e su Facebook fioccano i paragoni: via Padova come la scuola di Adro?
Chi rema contro l’armonia multietnica, per di più al cospetto dell’albero e del presepe? Maurizio Cadeo, assessore all’Arredo Urbano del Comune, assume così, in questo racconto di Natale del 2010, i connotati di Scrooge: cioè del cinicone che ha rovinato la festa. Pierfrancesco Maran e Maurizio Baruffi, consiglieri comunali del Pd: «Le feste sono un momento di unità, pensare che le scritte in lingua urtino la sensibilità di qualcuno è da cretini». Il coordinatore milanese di Fds, Luciano Muhlbauer: «Notizia pessima, chi governa Milano ha scelto la strada dell’idiozia». E alla fine, a sorpresa, pure Matteo Savini della Lega sconfessa la rimozione, perché «ogni luce in via Padova è la benvenuta. Male ha fatto l’assessore Cadeo a rimuoverle, perdendo denaro e energie che invece dovrebbe impiegare per cose più importanti». Assessore Cadeo, si può sapere che cos’è successo? «Dal mio punto di vista proprio niente di drammatico. Come si fa tutti gli anni, il Comune lancia un bando per gli addobbi natalizi. Viene approvato questo progetto dell’artigiano Claudio Sighieri. Ma in fase di realizzazione ci si discosta dal capitolato e vengono aggiunte le frasi in lingue diverse. Io faccio notare che quelle scritte mi sembrano un’accentuazione eccessiva, come se via Padova fosse da ghettizzare. Pongo il problema e allora ho la prova del nove: salta fuori questa cooperativa a protestare. Mi convinco che era tutto preordinato. La convivenza fra popoli diversi è un problema complicato, mica si può affrontare in questo modo. Siamo seri». La Cooperativa che ha chiesto il ripristino delle luminarie natalizie si chiama Comin e fa invece notare che l’assessore ha pure citato, come causa della rimozione, non tanto il mancato rispetto dell’iter burocratico, ma le proteste di alcuni cittadini del quartiere. Commenta Carlo Bonaconsa del comitato «Vivere in zona 2»: «Delle due
l’una, era il progetto originale che è stato infranto o sono i cittadini che non digerivano le scritte? Mi sembrano due spiegazioni un bel po’ diverse». Conclude don Virginio Colmegna, direttore della Casa della Carità: «Un brutto episodio che mi auguro sia chiuso in fretta. Evitiamo, per favore, di esasperare il clima e cerchiamo invece momenti di coesione: ci manca solo che adesso mettano le scritte in dialetto».
(Da La Stampa, 24/11/2010).




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.