Bruxelles cerca di corteggiare gli inglesi monoglotti

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Bruxelles cerca di corteggiare gli inglesi "monoglotti"

I britannici monoglotti potrebbero essere autorizzati a sostenere un esame d’ingresso speciale "riservato agli inglesi" per lavorare a Bruxelles, nello sforzo di incentivare il numero in diminuzione di funzionari inglesi nelle istituzioni dell’UE.
Jose Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, la settimana scorsa si è lamentato del numero "scandalosamente basso" di britannici che inoltrino domanda per lavorare a Bruxelles, nel timore che siano scoraggiati dalla loro mancanza di conoscenza di una lingua straniera.
Il signor Barroso ha discusso il problema con David Cameron, il primo ministro del Regno Unito, e sta valutando una richiesta del ministero degli affari esteri di un esame d’ingresso speciale "una tantum" nel quale i candidati possono rispondere a domande solo in inglese.
La mossa è sostenuta da William Hague, ministro degli esteri del Regno Unito, ma sarebbe impopolare a Parigi dove sarebbe vista come un tentativo ulteriore di indebolire il francese come lingua veicolare dell’UE.
Ma il signor Barroso, un anglofilo nonostante la sua preferenza per il lavoro in francese, è disposto a prendere in considerazione un "concorso" – o esame di assuzione – in inglese una tantum al fine di attirare brillanti funzionari britannici.
"E’ una delle opzioni", ha detto un collaboratore del signor Barroso. "C’è chiaramente un problema specifico con il Regno Unito e sembra che la vera questione sia la lingua. Potrebbe rafforzare l’idea che la gente non ha bisogno di andare a imparare una lingua".
Il signor Hague ha fatto una serie di passi per cercare di accrescere il numero di britannici che lavorino nelle istituzioni dell’UE, nel tentativo di rafforzare l’influenza del Regno Unito sulla politica e le leggi in preparazione lì. Il ministero degli affari esteri sta attualmente organizzando lo "EU careers month" e ha reintrodotto lo "European Fast Stream" (si tratta di iniziative del ministero degli affari esteri inglese per giovani che vogliano lavorare o prestare servizio civile in UE, NdT) per la formazione di funzionari britannici in grado di passare il duro concorso.
Normalmente, i candidati devono sostenere l’esame in una lingua straniera e dimostrare anche conoscenze di base di una terza lingua europea. Questo requisito si è rivelato troppo per molti britannici, che comprendevano meno dell’1,5 percento dei laureati candidati a lavori nell’UE l’anno scorso. Mentre la Gran Bretagna rappresenta più del 12 per cento della popolazione dell’Unione, solo il 5 per cento degli eurocrati è in possesso del passaporto inglese.

(Dal Financial Times, George Parker, 20 febbraio 2011. Tradotto da Redazione Forum)




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