Bruce Riedel, consulente della Casa Bianca: Ora la jihad ha l’Europa nel mirino

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Bruce Riedel, consulente della Casa Bianca:
‘"Non si fermeranno, c’è una lista di obiettivi da colpire"
"Ora la jihad ha l’Europa nel mirino"

AUX VAN BURRI

«LA presa degli ostaggi in Algeria, nell’impianto per l’estrazione del gas a’ In Aménas, è la manifestazione della’ nuova jihad globale. È l’attacco terroristico’ più importante dopo Mumbai nel 2008. Attenzione, però, non sarà’ l’unico: è ragionevole aspettarsene’ altri, anche in Europa». Bruce Riedel, esperto di antiterrorismo per 30 anni alla Cia, consulente della Casa Bianca, non riposa affatto sugli allori dopo il blitz conclusivo delle forze speciali algerine contro i qaedisti asserragliati nel deserto. Il gruppo di assalitori era un cartello del terrorismo internazionale, composto da algerini, maliani, egiziani, libici, tunisini, siriani, persino un francese, un olandese, un canadese. Lei, come lo interpreta?’ «Da quando i jihadisti hanno preso il controllo del Nord del Mali, hanno diramato appelli pubblici nell’intero mondo musulmano, dal Nord Africa al Pakistan, per arruolare volontari alla jihad in Mali, in Libia, in Algeria, in Siria. In più, l’emiro dell’Afghanistan, Al-Zawahiri, il successore di Bin Laden, ha mandato in privato messaggi dello stesso tenore. Il risultato è quel che abbiamo visto in Algeria: la manifestazione concreta della jihad globale». Bin Laden è morto, Al Qaeda si espande? Questo vuol dire?’ «Voglio dire che assistiamo all’esordio della terza generazione di Al Qaeda, versione 3.0. E’ nata dalla Primavera araba, dal caos e la disgregazione in Nord Africa e in Medio Oriente. Ha ricavato lezioni dagli errori del passato, dall’Iraq: anziché rivaleggiare fra jihadisti, ora tesse alleanze. Soprattutto, gode di nuovi, ampi santuari: in Mali, in Libia, nello Yemen, nella penisola del Sinai egiziano, e in Siria dove sta espandendosi con la maggiore rapidità. Ha un forziere traboccante di soldi, ricavati dai riscatti’ degli ostaggi, e di armi prese dagli arsenali libici, egiziani, siriani». Come arginare il nuovo terrorismo? «La Francia deve assolutamente portare a termine la missione in Mali, distruggere quel santuario qaedista, con l’aiuto degli Stati africani e dell’Algeria, che è la patria di Al Qaeda nel Maghreb islamico e sa combatterlo. Infatti ci sono motivi per credere che i prossimi obiettivi saranno anche in Europa: i jihadisti hanno già annunciato una lista di’ bersagli in Francia». Lei presagisce un nuovo Afghanistan alle porte d’Europa? «Ci sono cellule dormienti in vari Paesi europei, e "lupi solitari" attirati dall’appello jihadista, come s’è visto a Tolosa un anno fa. Però, la verità che ci aspetta una situazione lunga. E’ difficile: dall’Afghanistan alla Libia la comunità internazionale dimostra una pericolosa stanchezza nel combattere Al Qaeda».

La Repubblica, Politica estera, 21-01-2013




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