Brexit non in lingua inglese, perché no?

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La Brexit in francese, ira di Londra.

di Enrico Franceschini.

Quando le hanno riferito l’indiscrezione al termine del suo primo summit europeo, per poco a Theresa May non è venuto un colpo. L’Unione Europea starebbe pensando di condurre in francese i negoziati con il governo britannico su Brexit. Sebbene parli perfettamente inglese, l’ex-ministro degli Esteri francese Michele Barnier, capo-negoziatore Ue, preferirebbe usare la propria lingua madre. «No way», nemmeno per sogno, avrebbe replicato Downing street. «La lingua ufficiale del negoziato verrà concordata all`inizio della trattativa», non conferma né smentisce un portavoce della Commissione Europea. Può darsi, ironizza il Guardian, che sia solo «a storm in a cup of tea», una tempesta in una tazza di tè, come si dice a Londra. Ma l’episodio contiene due possibili messaggi. Primo, nel negoziato la Ue non regalerà niente al Regno Unito. E secondo, chissà se l’inglese sopravviverà a Brexit, come lingua franca ufficiosa della Ue.
(Da La Repubblica, 23/10/2016).

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