Brevetto UE: «Se si parte a testa bassa, si esce a capo chino».

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Dichiarazione di Giorgio Pagano,
 
“Se si parte a testa bassa, si esce a capo chino”, commenta il Segretario dell’ERA Giorgio Pagano in merito alla vicenda del brevetto UE in inglese, francese e tedesco.
“La controproposta ronchiana di adottare l’inglese come lingua unica per i brevetti, favorendo in ogni modo una nazione che non fa parte dell’area Euro, non poteva non essere respinta. In considerazione anche del fatto che la Gran Bretagna, a gennaio, potrebbe tirarsi fuori dal Brevetto europeo in quanto la propria giurisdizione non accoglierebbe deroghe a quella europea. Cosicché avremmo l’esito paradossale di una lingua ufficiale di brevettazione europea senza la presenza del Paese madrelingua interessato.
I nostri rappresentanti sono evidentemente già rassegnati in partenza a una discriminazione linguistica nei nostri confronti e sfoderano come arma per combatterla l’idea assurda di una sottomissione ancor più generale al colonialismo anglofono, alla quale Francia e Germania rispondono naturalmente picche.
Ne consegue che il solito triumvirato anglo–franco-tedesco proceda indisturbato nell’assestare le ennesime coltellate alla nostra lingua, dopo la sentenza del Tribunale della Corte di Giustizia del Lussemburgo il 26 settembre sul trilinguismo per i bandi di concorso comunitari.
E’ inevitabile che dal conflitto esca a testa alta chi non ha nessuna intenzione di assoggettare i propri interessi politici ed economici alla Gran Bretagna, e sarà così finché non sarà degnamente ascoltata la ormai diffusa e irrimandabile esigenza di adottare l’esperanto come lingua federale europea, per bandire ogni forma di discriminazione e faida linguistica fra figli e figliastri dei Paesi membri”.
 
Roma, 12 dicembre 2010



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