Brevetto, l’Europa insiste noi e la Spagna accantonati

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IL CASO

Brevetto, l’Europa insiste
Noi e la Spagna accantonati

Ventitrè Paesi su 27 chiederanno la "cooperazione rafforzata". Scelta trilingue: inglese, francese e tedesco. Il governo italiano pronto al boicottaggio

di ANDREA BONANNI

BRUXELLES – Sul brevetto lo schiaffo europeo è stato ancora più duro del previsto. Ieri alla riunione dei ministri che si occupavano della questione sono stati 23 su ventisette i Paesi che si sono detti pronti a lanciare una "cooperazione rafforzata" per un brevetto europeo trilingue (inglese, francese e tedesco) in modo da tagliare fuori l’Italia e la Spagna con i loro veti.

Oltre a Roma e Madrid, che hanno inutilmente denunciato "la violazione di un patto politico tra gentiluomini", solo Cipro e la Repubblica Ceca hanno sollevato riserve evitando di preannunciare la loro intenzione di aderire al progetto.

La Commissione, che con il francese Michel Barnier è stata promotrice della marginalizzazione di spagnoli e italiani, ha già annunciato che martedì 14 dicembre darà il proprio accordo alla cooperazione rafforzata. Barnier, con un ottimismo forse eccessivo, si è detto convinto che il nuovo "brevetto a ventitré" sarà lanciato a marzo sotto presidenza ungherese e potrà essere operativo entro il 2011.

L’idea di un brevetto comunitario che consentisse di ridurre i costi per la registrazione di un prodotto a livello europeo era stata accettata all’unanimità nel 2009 dopo un decennio di interminabili discussioni. Ma poi la Commissione ha cercato di far approvare un regime linguistico che riconosceva la possibilità di registrare i prodotti solo in inglese, francese e tedesco. Italia e Spagna hanno messo il veto ritenendo che questo sistema desse un vantaggio competitivo alle imprese di Francia e Germania (che registrano la metà dei brevetti). L’Italia ha contro-proposto un regime monolingue basato sull’inglese. Ma il Consiglio ha respinto ogni compromesso e, per aggirare i veti di Madrid e Roma, ha deciso ieri di lanciare una cooperazione rafforzata a cui hanno aderito 23 Paesi.

L’Italia, per bocca del sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, preannuncia guerra, anzi, guerriglia. "Ricorreremo a tutti gli strumenti per far sì che non si concretizzi questo regolamento linguistico. E lo faremo forse non solo sul brevetto europeo. Ci sono mille occasioni per creare disturbi", ha annunciato l’esponente del governo. In realtà, tutta la vicenda del brevetto è ancora sospesa alla pubblicazione di un parere della Corte europea di Giustizia che deve pronunciarsi su alcuni aspetti della complicata materia. Ma una cooperazione rafforzata potrebbe forse cortocircuitare anche il parere della Corte.
(11 dicembre 2010)




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