Brevetto europeo, proposta Barroso illegittima e discriminatoria

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07/07/2010 – Strasburgo –
Il brevetto europeo non può basarsi solo sul francese, l’inglese e il tedesco.
La posizione assunta da Barroso, dunque, è illegittima e discriminatoria. Per questo motivo abbiamo deciso di portare la nostra protesta all’attenzione del Parlamento europeo tramite un’interrogazione e sosterremo in pieno la linea del ministro Ronchi.
Lo dichiarano in una nota congiunta gli eurodeputati del PdL-PPE Potito Salatto, Paolo Bartolozzi, Cristiana Muscardini, Crescenzio Rivellini e Salvatore Tatarella.
Se è vero che più di venti lingue sono troppe per un progetto così importante, aggiungono gli eurodeputati, non è possibile escludere paesi come la Spagna o l’Italia. L’atteggiamento di Barroso, infatti, conclude Potito Salatto, appartiene a una linea ormai consolidata di discriminazione di Paesi come il nostro che, è bene non dimenticarlo mai, sono stati tra i fondatori dell’Ue.
"Mi unisco alle proteste espresse da parte dei ministri Frattini e Ronchi che giù si sono pronunciati negativamente riguardo a tale proposta, notando come questa costituisca non solo una chiara discriminazione linguistica in pieno contrasto con i Trattati ma anche un effettivo vantaggio economico del tutto sleale a favore di quelle imprese e di quei sistemi Paese che hanno queste lingue madri". E’ quanto afferma l’eurodeputato Alfredo Antoniozzi, già autore di varie iniziative a tutela della lingua Italiana.
"Nell’interrogazione urgente che ho predisposto e sottoposto anche alla firma dei colleghi della Delegazione del PPE – ha dichiarato l’eurodeputato – ho contestato la proposta sia giuridicamente, chiedendo la redazione di un parere giuridico urgente poichè credo che questa violi i Trattati e il principio di non discriminazione delle lingue ufficiali dell’UE, sia politicamente, contestando l’impegno politico che questa Commissione aveva assunto di tutelare il multilinguismo europeo. A tale proposito le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Commissione Barroso, che ha ribadito l’intenzione di andare avanti sulla strada del cosiddetto trilinguismo per quanto riguarda i brevetti europei, sono del tutto inaccettabili". "E’ chiaro – continua Antoniozzi – che condivido l’idea di base della Commissione di semplificare le procedure di registrazione dei brevetti europei che sono ancora troppo complicate e care nell’UE (ad esempio rispetto agli USA), ma non ritengo corretto che ciò vada a scapito della pari dignità di tutte le lingue ufficiali dell’UE come espressamente sancito nei Trattati, dal Regolamento n. 1/58/CE e come ribadito più volte dalla Corte di giustizia. Mi attendo ora che tale proposta sia riformulata tentando di individuare possibili alternative".
Hanno aderito all’iniziativa di Antoniozzi, dando la propria disponibilità a firmare l’interrogazione, gli eurodeputati Mauro, Casini, Angelilli, Albertini, Allam, Antinoro, Bartolozzi, Comi, De Mita, Fidanza, La Via, Mastella, Mazzoni, Motti, Muscardini, Ronzulli, Scurria, Silvestris, Tatarella, Zanicchi.

Maria Cristina Coccoluto
http://www.sabaudiain.it/notizia.php?id=1278518400

BREVETTO UE IN SOLE TRE LINGUE: RONCHI, "PRONTI A DARE BATTAGLIA"
13:59 12 LUG 2010

(AGI) – Roma, 12 lug. – "La decisione della Commissione europea di imporre il trilinguismo anche nel progetto di brevetto europeo e’ inaccettabile. L’Italia e’ pronta a dare battaglia come gia’ accaduto in passato per i bandi di concorso". Cosi’ il Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, nel suo nuovo editoriale pubblicato sul sito del Ministero www.politichecomunitarie.it. "La tutela della lingua italiana in Europa – spiega Ronchi – rappresenta una priorita’ del mio incarico e mi sono sempre rifiutato di dare ascolto alle obiezioni di coloro che ci hanno suggerito a piu’ riprese un atteggiamento piu’ remissivo". Non si tratta, puntualizza il ministro, di "una inutile battaglia di principio" o di "una sterile chiusura rispetto a un mondo che avanza". Nessuno mette in dubbio che "oggi lo studio di una o piu’ lingue rappresenta un passaggio di fondamentale importanza per poter essere competitivi nel mondo del lavoro. Altro pero’ e’ accettare passivamente che in Europa metta radici un cartello linguistico destinato a favorire i madrelingua inglesi, francesi e tedeschi". L’ultimo esempio e’ la decisione della Commissione europea di imporre il trilinguismo anche nel progetto di brevetto europeo, motivando questa scelta come una necessita’ dettata da motivazioni di risparmio economico. Di fatto pero’ significherebbe "legittimare che esistono lingue di serie A e lingue di serie B. E cio’ in contrasto con quanto previsto nei Trattati dell’Unione in merito al principio della pari dignita’ delle lingue". Senza contare le dannose ricadute per le imprese italiane: "Cosa puo’ fare un piccolo imprenditore della provincia italiana davanti a un testo tecnico complesso e oltretutto redatto in una lingua che non e’ la propria?" Una "decisione discriminatoria" che "il governo italiano non ha alcuna intenzione di accettare" come gia’ accaduto in passato per i bandi di concorso europei. "Anche in quel caso – ricorda Ronchi la Commissione decise per la pubblicazione nelle solite tre lingue privilegiate ma il Tribunale di primo grado dell’Unione Europea accolse un ricorso presentato proprio dall’Italia". Niente carte bollate, promette Ronchi, ma il "governo chiedera’ con forza il rispetto delle richieste di un Paese come l’Italia che oltre ad essere tra i maggiori contribuenti al bilancio comunitario puo’ vantare circa 70 milioni di madrelingua a fronte di altre 120 milioni di persone che parlano correntemente l’italiano". Dall’Unione serve "ascolto e attenzione" perche’ anche sul tema della democrazia linguistica "si misura la volonta’ delle istituzioni di Bruxelles e Strasburgo di avvicinare l’Europa ai propri cittadini".(AGI) .

http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201007121359-eco-rt10146-brevetto_ue_in_sole_tre_lingue_ronchi_pronti_a_dare_battaglia




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