Bonino: la nostra lingua e cultura vero perno di diplomazia della crescita

Posted on in Politica e lingue 30 vedi

La nostra rete di promozione

LINGUA E CULTURA, FORZE ITALIANE

di Mario Giro *

L’Italia è una grande potenza culturale inconsapevole. La nostra lingua e cultura costituiscono un forte strumento di attrazione, dialogo e diplomazia culturale. Se saremo capaci di sinergia potremo farne un vero perno di diplomazia della crescita, come sostiene il Ministro Bonino. L’italiano è la quarta lingua più studiata nel mondo, sebbene sia la 19 esima parlata.
La nostra rete copre 250 città nel mondo, con un costo di 42mila euro a città, a cui si aggiungono le 400 sedi della Società Dante Alighieri. Grazie ai corsi di lingua italiana, raggiungiamo circa 700.000 studenti stranieri l’anno, tra corsi degli Istituti di cultura, lettorati, scuole italiane, Società Dante ed enti gestori. Gli alunni che frequentano i corsi presso gli istituti di cultura sono 70.000, 30.000 quelli delle scuole italiane, 195.000 quelli della Dante e 325.000 quelli degli enti gestori. Gli istituti italiani di cultura, i docenti e gli insegnanti distaccati costano circa 85 milioni di euro, di cui 63 per gli insegnanti distaccati. Una manutenzione della normativa dovrebbe puntare a raccordare e mettere in sinergia i diversi attori. Gli 89 Istituti Italiani di cultura, presenti in 60 paesi, ricevono 12 milioni di euro dal bilancio dello Stato ma generano circa 17 milioni con sponsorizzazioni e corsi. Ogni euro pubblico investito negli Istituti ne genera in media 1,4: 1,8 in Asia/ Oceania o 2,32 in America latina le aeree geografiche dove si registra più profitto. A Lima per ogni euro attribuito all’Istituto se ne generano 10, a Rio 5, a Istanbul 3,3, a Beirut 2. La rete della Dante Alighieri genera un fatturato di 20 milioni di euro, a fronte di un investimento pubblico di soli 500mila, anche se la sede in Italia è in deficit.
Come fare ad alleggerire i costi della rete, garantendo la nostra presenza? In alcuni paesi si potrebbe chiedere la compartecipazione ai costi. Le nostre scuole vengono considerate eccellenze. Inoltre si può immettere flessibilità accreditando un istituto anche in più paesi e utilizzare gli addetti alla promozione culturale in più ambasciate, laddove manca un Istituto. C’è bisogno di ripensare la presenza geografica delle rete. Gli istituti italiani di cultura sono presenti per circa la metà in Europa. I 119 enti gestori si trovano per la maggior parte in Europa e America Latina. I lettorati italiani nel mondo sono 247. La spending review in corso ne taglierà 30 colpendo in maniera sproporzionata l’America (che assorbirà il 23% della riduzione) . Abbiamo un tesoro da far fruttare. Nel 2012 sono stati censiti circa 1200 eventi culturali italiani nel mondo. Come si è visto soltanto l’esposizione del "Pugilatore" ha attirato 92.000 visitatori a New York. L’anno della cultura italiana negli Usa in corso è stato realizzato con sponsorizzazioni a costo zero per lo Stato. Lingua e cultura portano turisti e studenti stranieri in Italia. Gli studenti stranieri in Italia sono circa 60mila l’anno, in maggioranza statunitensi. Questi ultimi soggiornano nel nostro paese in media almeno 100 giorni
con una spesa complessiva di circa 645milioni di euro, escludendo l’indotto delle visite di parenti e amici.
I risultati conseguiti dall’Italia sono ancora più interessanti se si confrontano con gli investimenti degli altri paesi europei. La Francia mette a disposizione della sua rete di lingua e cultura risorse per 760 milioni di euro, di cui 135 per spese di gestione e personale e 625 milioni per azioni di promozione. Il tasso di autofinanziamento medio è attorno al 50%, come per gli istituti italiani di cultura. Parigi riesce ad attrarre circa 300.000 studenti l’anno, escludendo il sistema delle Alliances Frainaises. Il British Council dispone di 826 milioni di euro annui in finanziamento pubblico che copre solo 28% delfabbisogno, il resto si regge su corsi e sponsorizzazioni.
Si tratta di un dato interessante ma difficilmente replicabile nel contesto italiano. Il Goethe Institut ha 156 sedi in 93 paesi con 3.000 dipendenti di cui solo 250 distaccati dalla Germania. Gli istituti ricevono complessivamente 218 milioni di contributi statali e 103 milioni da sponsorizzazioni. In Spagna la rete dei Cervantes è attiva in 150 paesi con 1.100 dipendenti e un bilancio di 97 milioni di euro, di cui 80 milioni di contributi pubblici.
La rete di promozione della lingua e cultura italiana all’estero potrà realizzare meglio il suo potenziale grazie ad un raccordo tra i vari attori. L’indagine conoscitiva deliberata da poco in Senato potrà portare a una revisione in senso unitario della disciplina. Nel frattempo è possibile garantire al sistema la flessibilità necessaria con alcuni aggiustamenti normativi e maggior coordinamento. Come ha già dichiarato il Ministro Bray, per la cultura ci vuole una strategia unitaria, operativa e pluriennale. Si tratta di individuare messaggi e momenti unificanti, come ad esempio l’anno della cultura Italiana in America Latina a cavallo tra Mundial e Olimpiadi, la settimana della promozione della lingua italiana, il nostro ruolo all’Unesco e le missioni archeologiche senza dimenticare il ruolo della cooperazione scientifica.
* Sottosegretario agli Affari Esteri con delega alla promozione della cultura e cultura italiana all’estero
(Da Il Tempo, 31/7/2013).




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.