BOLIVIA: universita’ e corsi in lingue indigene

Il Governo boliviano continua le sue politiche a favore dell’autonomia indigena.
Attenzione particolare a lingue e istruzione universitaria.

Il 25 gennaio 2009 il popolo di Bolivia era stato chiamato ad esprimersi con un referendum sul testo costituzionale elaborato in più di un anno di lavori dall'assemblea costituente. I cittadini boliviani avevano approvato l'adozione della nuova carta costituzionale con il 56% di voti favorevoli, registrando una forte affluenza alle urne, segno della crescente fiducia nella democrazia partecipativa. Il nuovo testo costituzionale si compone di 411 articoli.
Tra i principali cambiamenti la riforma agraria, votata con un referendum a parte, che prevede che, senza effetti retroattivi, non sia più possibile acquistare più di 5000 ettari di terra. In questo modo sarà possibile limitare l'espansione dei latifondi che spesso andava a discapito dei popoli indigeni. Sono proprio i popoli indigeni ad essere beneficiati dalla
nuova costituzione definita “costituzione indigenista”, frutto dell’impegno preso dal governo Morales, egli stesso di etnia indigena, all'alba delle elezioni del 2005.


Il governo boliviano ha cominciato ad implementare con un decreto presidenziale il nuovo testo costituzionale, adottato tramite referendum in febbraio, nella parte che riguarda la possibilita’ di autogovernarsi da parte delle comunita’ indigene.
A dicembre un referendum dara’ modo di eleggere i rappresentanti di autogeverno di ben 180 comuni, in occasione delle elezioni amministrative e presidenziali.
La comunita’ indigena di Bolivia ha ottenuto il diritto al voto nel solo 1952.
Il decreto voluto dal Presidente Morales, parte di una politica di promozione della societa’ indigena, ha trovato forte resistenza presso le elite tradizionali. L’accusa volta al presidente e’ di causare una divisione e settorializzazione del paese in due linee razziali.
La Costituzione, che favoriva politiche di sviluppo e autonomia per gli idigeni, oltre ad un maggiore controllo dello stato sulle risorse naturali, era stata rigettata dalla Province boliviane orientali, dove maggiormente si concentrano i Boliviani discendenti dagli Europei e in possesso di latifondi e ricchi depositi di gas.

Un’altra innovazione prevista dalla costituzione approvata in febbraio prevedeva che tutti i funzionari governativi arivassero a conoscere almeno una lingua indigena oltre allo spagnolo. Il governo ha recentemente istituito un programma di insegnamento di lingue indigene per funzionari. Nonostante ci siano ben 36 lingue indigene riconosciute ufficialmente dalla Repubblica di Bolivia, i programmi di formazione linguistica sembrano soffermarsi soprattutto sulle piu’ diffuse lingue Aymara e Quechua.
Al momento fonti governative parlano di 3600 funzionari statali che si sono iscritti ai corsi per l’apprendimento delle lingue. Nei prossimi anni ci si aspetta che il numero raggiunga i 277.000 funzionari pubblici.

Coerentemente a questo impegno per la valorizzazione e la promozione delle culture indigene, il Presidente Evo Morales promosso l’istituzione di universita’ in lingua indigena. Il Ministro dell’Istruzione Roberto Aguilar ha annunciato lunedi’ che ben tre universita’ indigene saranno aperta il prossimo anno scolastico, raccogliendo un totale di 480 studenti, selezionati nelle comunita’ indigene e beneficiari di borse di studio.
Il Ministro ha inaugurato domenica l’Universita’ “Apiaguaiki Tumpa” (ereo indigeno), in lingua Guarani’, che si trova a Kuruyuki, nella regione sudorientale di Chuquisaca

La seconda Universita’, la “Casimiro Huanca”, e’ in lingua Quechua e si trova nella citta’ di Chimore.

La terza universita’, “Tupac Katari”, e’ stata istituita nella citta’ andina di Warisata, vicino La Paz, e terra’ i propri corsi in lingua Aymara.

I corsi di studio tratteranno il tradizionale mondo di conoscenze occidentali, ma anche l’universo conoscitivo indigeno, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione.

Fonti: news.bbc.co.uk (3 agosto 2009), El Pais (4 agosto 2009), presstv.ir (4 agosto 2009), Latina America Herald Tribune (5 agosto 2009).
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