Bisogna creare un’alleanza europea per l’apprendistato

Posted on in Europa e oltre 26 vedi

LE DUE FACCE DELL’EUROPA

Bisogna creare un’alleanza europea per l’apprendistato

di Franco Bernabè

Le società della Ert (European 4 Round Table of Industrialists che riunisce circa 50 tra ad e presidenti delle più importanti multinazionali europee) danno lavoro a 6,8 milioni di persone in Europa e investono oltre 51 miliardi di euro ogni anno in ricerca. Sosteniamo la nascita di un’alleanza europea per l’apprendistato: la collaborazione tra industria e istruzione, a supporto di programmi per il tirocinio professionale e altre forme di apprendistato, è fondamentale per fornire ai giovani le competenze richieste oggi.
E’ un dato di fatto che i Paesi con il tasso di disoccupazione rimasto costantemente più basso nel tempo – Germania, Austria, Paesi Bassi, Danimarca, Svizzera – sono quelli con le migliori pratiche di apprendistato.
Tutti in Europa dobbiamo trovare nuove forme di collaborazione per aumentare numero e qualità dell’apprendistato.
Tanto più in una fase in cui non c’è crescita economica.
L’Europa sta attraversando una delle più gravi crisi finanziarie dalla seconda guerra mondiale e i Paesi più deboli faticano a rimettersi in carreggiata. La ripresa dipende da riforme strutturali, in particolare da quelle legate al lavoro e alla spesa pubblica.
A causa della mancanza di esperienza e di un’inadeguata preparazione, i giovani sono la fascia più colpita dalla crisi. Mentre il tasso di disoccupazione complessivo dei 27 Paesi membri della Ue è aumentato di quasi 4 punti percentuali da inizio 2008 raggiungendo il 10,9%, la disoccupazione giovanile nello stesso periodo è aumentata di quasi 8 punti percentuali e oggi riguarda quasi un quarto della popolazione giovane.
In alcuni Stati il mercato del lavoro ha faticato a crescere addirittura in un contesto in cui il Pil era temporaneamente in crescita. Di fatto, il recupero dell’occupazione ha sofferto per via di fattori strutturali, quali la distanza tra le competenze di coloro che sono in cerca di lavoro e quelle richieste dalle aziende.
Nell’Informationtechnology tali carenze sono state riscontrate, e, anche se l’impatto della crisi ha provvisoriamente ridotto la portata del fenomeno, il deficit delle competenze deve essere affrontato in modo efficace. Nonostante sia prevista un’ulteriore crescita della domanda di servizi, il numero di laureati nel campo dell’information technology è atteso in calo nei prossimi anni.
Ritengo che un nuovo livello di collaborazione sia essenziale per colmare il divario di competenze che esiste oggi in molte parti d’Europa: un sistema che combini all’insegnamento teorico in aula la formazione pratica nelle aziende è portante nella costruzione di questo ponte.
In alcuni Paesi, l’introduzione di programmi di formazione professionale consente di adottare le best practices già implementate con successo altrove. In altri Paesi, invece, come in Italia, significa ristabilire le pratiche che hanno avuto successo negli anni 50 e 60. Ciò richiede una revisione normativa e l’ammodernamento del settore dell’istruzione e della formazione professionale. Negli anni 60 lo sviluppo del Paese era basato sul settore manifatturiero e automobilistico, che offrivano lavori manuali e tecnici. Ma negli anni, c’è stato uno spostamento verso studi umanistici che hanno superato quelli tecnico-professionali, in quanto consentivano un più facile accesso alle università. La conseguenza di questo fenomeno è che oggi il rischio di disoccupazione è più alto perché il numero di laureati in materie tecniche è diminuito, nonostante la richiesta di questi profili sia aumentata.
Il governo Monti ha portato a compimento la riforma della formazione professionale introdotta nel 2003 e ha elogiato il valore dei sistemi di istruzione "duali" adottati in Germania in cui al tirocinio in azienda è affiancato un corso di formazione professionale nelle scuole.
Telecom Italia ha contribuito a dare seguito alle iniziative del governo lanciando un programma che offre ai giovani laureati l’opportunità di fare un’esperienza nel gruppo. Con le organizzazioni sindacali, è stato definito un "contratto di apprendistato" per l’istruzione superiore e la ricerca, finalizzato al conseguimento di un diploma di laurea, uno strumento efficace che mette in contatto il mondo delle imprese con quello delle università favorendo l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.
Sono coinvolto nel progetto European Work Corps, che unisce imprese e sindacati per individuare nuove forme di collaborazione per la definizione di programmi innovativi per il tirocinio. Ad oggi il gruppo è composto da otto rappresentanti di altrettanti Paesi, già al lavoro per la definizione di una strategia condivisa.
L’articolo è uno stralcio dell’intervento di Franco Bernabè all’Alleanza europea per l’apprendistato, che è iniziata ieri a Lipsia. La versione integrale sul sito
(Da Il Sole 24 Ore, 3/7/2013).




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.