Bisogna avere più coraggio, con la lingua italiana

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Beppe, posso non essere d’accordo con la tua risposta a Pietro Castiglioni (“Le lingue morte non le molesta nessuno” http://bit.ly/1qLPfjd )? Anzi, sono d’accordo con te: una lingua deve essere viva. Però anche in questo ci vuole equilibrio, cosa che a noi italiani spesso manca. Vorrei invitare tutti a fare una prova. La prossima volta che leggete un giornale (Corriere, Io Donna, Sale e pepe, Living, fate voi), prendete un evidenziatore, reale o virtuale, e segnatevi le parole inglesi. Senza fare i talebani, ovviamente: sport o computer come dice Beppe non sono parole straniere. Includete però le parole che hanno un equivalente italiano (news, flop, spending review, fashion…), quelle che in inglese non esistono o hanno altri significati (le famose fiction della RAI, le hostess dell’Alitalia), il mondo parallelo dell’informatica con le sue community, gallery e cloud. Poi le parole a taglia unica come business e shopping, i titoli inglesi di film italiani, la pubblicità inglese di prodotti venduti in Italia, e le espressioni un po’ creole come effettuare una performance o il download dei file. Troppe? Ecco, penso che sia questo l’eccesso a cui Pietro si riferiva nella sua lettera. Il problema non è l’uso occasionale di qualche parola inglese. E’ il fatto che questo costante ricorrere a parole che non ci appartengono, che in molti non capiamo o non sappiamo pronunciare, rispecchia una fondamentale mancanza di fiducia in noi stessi, nel nostro patrimonio culturale, nella nostra capacità di rinnovarci. La soluzione? Avere più coraggio: di coniare nuove parole, di dare nomi italiani ai prodotti e alle tecnologie che esportiamo, di parlare italiano tra di noi e un inglese impeccabile con gli altri. Vi segnalo un bell’articolo di Andrea Camilleri (“Non definitemi autarchico ma la nostra lingua sta scomparendo”) e la discussione iniziata da Annamaria Testa in “Nuovo e Utile” (pubblicata anche dal Corriere); e mi piacerebbe se da questo dialogo nascesse la voglia di cambiare.

Anna Taraboletti Segre, atsegre@comcast.net
(Da italians.corriere.it, 14/9/2014).




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