Bilinguismo a Cagliari: ok del Consiglio comunale.

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Bilinguismo a Cagliari: ok del Consiglio comunale.

Il Comune dovrà definire un programma di tutela e rigenerazione del sardo, e individuare le risorse necessarie.

Federica Lai.

Il dibattito sulla lingua sarda approda in Consiglio comunale con una mozione presentata da due consiglieri di centrosinistra: Enrico Lobina, Fds, Marco Murgia, Pd. Una proposta che in sostanza impegna il Comune a definire un programma di tutela e rilancio della lingua sarda a tutti livelli, dall’insegnamento nelle scuole fino ad arrivare alla comunicazione istituzionale scritta in limba. Al sindaco e alla Giunta il compito di individuare le risorse finanziarie sin dal prossimo assestamento di bilancio.
“Basta iniziative spot – ha spiegato in Aula il proponente Marco Murgia – serve un regolamento articolato che permetterà al Comune di Cagliari di assumere un ruolo politico sul tema del bilinguismo, ma anche di avere una carta vincente per superare la sfida di Capitale della cultura: la lingua sarda è uno degli elementi fondamentali del patrimonio culturale del nostro territorio”. “Questo è il classico esempio di falso sardismo, non capisco il ruolo politico di questa mozione – ha attaccato Anselmo Piras, Ancora per Cagliari – L’orgoglioso di essere sardo non parte dalla lingua ma dalla storia della nostra isola, ritengo più utile che il Comune stanzi risorse per lezioni di inglese o spagnolo”.
La proposta. In sostanza si chiede alla Giunta di predisporre un piano per la tutela e la rigenerazione della lingua sarda, tenendo conto di alcuni indirizzi e obiettivi. La “trasmissione della lingua”: contribuire allo sviluppo dell’insegnamento del sardo nelle scuole cagliaritane stimolando le dirigenze didattiche, sensibilizzando gli scolari al valore del sardo e i genitori sul diritto ad un’educazione bilingue. Puntare sull’azione culturale: costituire un fondo di testi scritti in sardo in tutte le biblioteche comunali, promuovere le iniziative culturali pubbliche nelle quali la lingua sarda venga utilizzata in modo esclusivo o prevalente, e predisporre un programma per l’utilizzo della “limba” nelle manifestazioni pubbliche promosse dal Comune. Altro obiettivo è la visibilità della lingua: promuovere la diversità linguistica e culturale come fattore di progresso sociale attraverso la comunicazione istituzionale e pubblica scritta in sardo. E, infine, individuare risorse derivanti da fondi europei, per realizzare politiche volte alla valorizzazione delle culture locali e delle lingue regionali. Oltretutto il sardo potrebbe essere determinante anche in relazione alla candidatura di Cagliari come Capitale europea della cultura, seguendo gli esempi di San Sebastian, nei Paesi Baschi, Comune vincitore nel 2016, e Leeuwarden, Olanda, nel 2018: entrambi hanno puntato sulla valorizzazione della lingua locale.
(Da castedduonline.it, 29/7/2014).

 




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