Bersani: l’Italia va peggio dell’Europa

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Bersani: l'Italia va peggio dell'Europa


«Sono due anni che chiediamo un confronto sulla crisi». Alitalia? E l'azionista che ha perso la rotta Laura' latteucci
MILANO «C'e voluto il presidente della Repubblica per affermare con nettezza che stiamo attraversando una crisi industriale. Noi dell'opposizione e un paio d'anni che stiamo cercando di far emergere questo dato…».Inutilmente 'Inutilmente. Non c'e mai stata una sola discussione in Parlamento, non è stata proposta alcuna legge che faccia riferimento al fatto che la nostra produzione industriale porta il segno meno da due anni».Pierluigi Bersani, responsabile economico dei Ds, commenta l'appello del presidente Ciampi per rilanciare l'economia. Lo definisce «sacrosanto», e ricorda «Non e vero, come continuano a dire Berlu-sconi e Tremonti, che l'Italia va come il resto d'Europa. Esiste un problema industriale come esiste una differenza tra noi e il resto d'Europa».Nel senso che l'Italia va peggio.«Certo. Non è affatto vero che abbiamo la stessa situazione di Francia e Germania: noi riduciamo le nostre quote di export del _5″+v, per loro non e cosa. La nostra produzione industriale in tre anni perde 5 punti percentuali, la Francia nello stesso periodo perde lo 0,5%, la Germania guadagna l't%'.Il presidente Ciampi ha chiesto e tutti di collaborare «in spirito di unita», per sostenere il modello di sviluppo italiano, che comunque ritiene «valido». E ancora possibile?«Gia due anni fa avevo avanzato alcune proposte in questo senso, elencando un pacchetto di inizia-tive possibili: alcune erano misure difensive, sul ter-reno delle contraffazioni, delle certificazioni d'origine dei prodotti, degli ammortizzatori sociali di distretto per le piccole imprese. E poi c'era anche un pacchetto di misure più reattive, dal sostegno all'internazionalizzazione, alla campagna di promozione, alle misure in favore della ricerca, dell'innovazione, della riqualificazione del lavoro. Non abbiamo mai avuto l'opportunita nemmeno di discuterle, tutte queste iniziative. E nel frattempo il governo pratica-va una politica industriale promettendo riduzioni fiscali, rendendo il lavoro ancora piu flessibile, facendo una Tremonti bis con la quale si possono costruire capannoni tinche si vuole, anche se dovessero restare vuoti. Non solo: la legge 46 sulla ricerca in due anni non ha visto un curo, proprio perche si doveva finanziare la Tremonti bis. L'appello di Ciampi e sacrosanto, po;;i a finalmente su dati reali, contiene anche un giusto atto di fiducia nel modello italiano. Ma il governo continuera a non battere nemmeno un colpo, perché dell'illusione berlusconiana non riesce a liberarsi».Nemmeno adesso, con l'allargamento a 25della Ue? «Vedo che si chiacchiera molto con l'amico Putin, ma il processo politico-economico di ampliamento dell'Unione si sta sottovalutando. Anche perché tutto quello che sa di Europa riesce a far scattare un certo scetticismo in questo governo…».Lei comunque gia l'altro giorno ha parlato di”una possibilita concreta di crescita economica” per l'Italia.«Una possibilita enorme. Dopo la Germania, siamo il paese più presente in quell'area, sia per scambi commerciali che per investimenti. Sono presenti anche alcune banche, altro fattore essenziale. Insomma, ci sono tutte le condizioni piu favorevolier l'Italia, l'allargamento puo rappresentare un no-tevole elemento di dinamismo».Torniamo alle questioni interne. Maroni e ornato ad attaccare le norme che regolamentano gli scioperi, dopo gli ultimi di Melfi e, soprattutto, dell'Alitalia Nonne che vorrebbe rivedere, ovviamente in senso restrittivo.«Qui siamo di fronte alla solita, stucchevole telenovela. La trama e nota: lasciano marcire un problema per due, tre anni, poi il problema esplode, non hanno alcuna soluzione, la situazione diventa ingestibile e loro rispondono che insomma bisogna cambiare le regole. Ma si rendessero conto che devo-no governare, piuttosto. Come hanno lasciato marci-re il problema del contratto degli autoferrotranvieri, così hanno fatto anche con Alitalia, sul cui futuro non ho mai avuto il bene di assistere ad una discussione seria. Ogni ipotesi e stata sempre puntualmente impallinata. E in questo caso ricordiamoci che il governo e anche azionista, eppure in tre anni non e riuscito a mettere insieme uno straccio di progetto. Non è l'Alitalia che ha perso la rotta, ma l'azionista. Cioè il governo .

L'UNITA' p.5
03_05_2004
di Laura Matteucci

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