Berna / Cantone. Accolta la mozione di Cassis sul corretto uso delle lingue nei bandi.

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BERNA / CANTONE.

Accolta la mozione di Cassis sul corretto uso delle lingue nei bandi.

Il Consiglio federale propone al Parlamento di accogliere una mozione presentata dal consigliere nazionale ticinese Fabio Regazzi (PPD) relativa a un uso corretto delle lingue ufficiali nei bandi di concorso delle imprese parastatali. Approvato dal governo anche un testo analogo di Ignazio Cassis (PLR/TI), relativo a un’aggiudicazione rispettosa delle lingue anche per gli appalti pubblici di minore entità.

Lo scorso 25 settembre Regazzi aveva depositato la mozione nella quale chiede al Consiglio federale di “adottare le necessarie misure operative e/o legislative per garantire che nelle imprese parastatali federali l’uso delle lingue ufficiali nelle gare di appalto sia retto da disposizioni analoghe a quelle applicabili ai bandi di gara della Confederazione per l’aggiudicazione di commesse pubbliche”.

Secondo Regazzi, bisogna garantire che anche in questi casi “le barriere linguistiche siano abbattute”: “queste imprese – affermava, citando l’esempio di Posta o FFS – svolgono una funzione identitaria nel nostro Paese, e devono la loro solidità non da ultimo all’importanza economica che rivestono anche per le regioni periferiche”.

Il ticinese aveva quindi invitato il governo a stabilire quale fosse la via migliore, se ricorrere a un adeguamento della legge federale sulgi acquisti pubblici (LAPub) o alla relativa ordinanza.

Nella sua risposta, il Consiglio federale rileva che una sua decisione dello scorso 30 aprile – secondo la quale tutte le richieste dei partecipanti a bandi di concorso, siano esse domande, offerte o offerte di trattativa, devono essere ammesse in tutte le lingue ufficiali – “soddisfa già la richiesta dell’autore della mozione”. Invita pertanto il Parlamento ad accogliere l’atto parlamentare di Regazzi.

Sempre il 25 settembre, Cassis aveva presentato una mozione analoga, nella quale si invitava il governo ad adottare tutti i provvedimenti legislativi “affinché le regole sull’uso delle lingue ufficiali applicabili alle commesse edili di minore entità della Confederazione rispettino anch’esse il plurilinguismo almeno quanto quelle applicate ad acquisti pubblici più consistenti”.

Il ticinese faceva riferimento a quanto prescritto dalla Legge federale sulle lingue nazionali (LLing), secondo la quale “chi si rivolge a un’autorità federale può farlo nella lingua ufficiale di sua scelta. Le autorità federali rispondono nella lingua ufficiale usata dal loro interlocutore”.

Anche in questo caso il governo rinvia alla decisione del 30 aprile e propone di accogliere la mozione.
(Da tio.ch, 13/11/2014).

 




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