«Berlusconi stanco dei “circoli anglofoni”? Dica no alla colonizzazione, sì a Esperanto e Stati Uniti d’Europa»

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«Berlusconi stanco dei “circoli anglofoni”? Dica no alla colonizzazione, sì a Esperanto e Stati Uniti d’Europa».
Dichiarazione di Giorgio Pagano

«A proposito di “circoli anglofoni”, come radicali esperantisti siamo pronti a fornire tutta la conoscenza accumulata in 24 anni di lotta per la democrazia e la libertà linguistica internazionale a Silvio Berlusconi, che ha pubblicamente denunciato a “Il Foglio” in una lunga lettera: “alcuni circoli mediatico-finanziari anglofoni” tra i “salotti” che preparano “avventure e nuovi ribaltoni” allo scopo di “arrivare a pregiudicare l’autonomia e la sovranità del Parlamento e del popolo” sovrano”». E’quanto afferma Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.

«E’ però necessario che il premier prenda coscienza di essere stato per un ventennio il braccio che, con l’anglicizzazione forzata del nostro sistema scolastico ed universitario, ha consentito e consente ai paesi anglofoni, ponendo a loro dominazione la lingua del nostro popolo, “d’incamerare guadagni di gran lunga superiori che non il toglierci province e territori o l’esser schiacciati con lo sfruttamento”, come diceva lo stesso Churchill in merito ai vantaggi dell’imporre la propria lingua. Lui e i suoi Ministri, attraverso l’anglicizzazione forzata per legge di scuola, università e ricerca, sono stati la punta di diamante del collaborazionismo alla colonizzazione linguistica e politica del paese da parte soprattutto del Regno Unito, come dimostreremo nel corso della presentazione del libro “Il Golpe Inglese” di Giovanni Fasanella, basato su documenti desecretati dell’Intelligence britannica, il prossimo 20 settembre nella storica sede del Partito Radicale di Roma”.

Conclude Pagano:« se Berlusconi non vuole finire come Petain, prima usato e poi gettato ed umiliato davanti alla Storia del proprio paese, deve dimostrare di essere un leader e guidare l’Italia fuori dalla palude dell’anglofonia. Faccia propria la proposta di legge Barbieri sull’insegnamento dell’Esperanto come strumento di costruzione degli Stati Uniti d’Europa su base democratica e paritaria, riprenda le conclusioni della circolare ministeriale 126 del 1995 sull’uso dell’Esperanto nella scuola come strumento di integrazione e di democrazia linguistica, riapra la via alla libertà linguistica chiedendo subito l’ingresso dell’Italia nella Organizzazione Internazionale della Francofonia, come proposto dall’Associazione Radicale “Esperanto” con il plauso del Presidente della Regione della Valle d’Aosta e dell’allora Sindaco di Aosta».

Roma, 18 settembre 2011




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