Berlino rimanda Trattato Ue.

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Germania, La Corte costituzionale promuove la Carta ma sospende la ratifica già varata dal Bundestag Berlino rimanda Trattato Ue. Serve una legge per rafforzare i poteri del parlamento nazionale Beda Romano FRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente La Corte costituzionale ha dato ieri il suo atteso benestare al Trattato di Lisbona, respingendo i ricorsi presentati a suo tempo da un gruppo di deputati tedeschi. I giudici tuttavia hanno imposto al parlamento di introdurre cambiamenti alla legislazione nazionale, rallentando ancora il processo di ratifica della Germania. «Per riassumere la nostra posizione – ha detto il giudice Andreas Vosskuhle leggendo la sentenza – si potrebbe dire che la Legge fondamentale dice sì al Trattato di Lisbona, ma impone un rafforzamento delle prerogative parlamentari a livello nazionale», il parlamento tedesco dovrà ora rafforzare il suo potere decisionale nell`applicazione delle leggi europee. Secondo la Corte, tenuto conto del «deficit strutturale di democrazia» dell`Unione europea, i diritti dei parlamento devono essere chiariti esplicitamente in una legge «per garantire l`efficacia del diritto di voto» dei cittadini tedeschi e «assicurarsi» che l`Unione non oltrepassi le sue competenze». Relatore è stato un giudice di origine italiana, Udo Di Fabio. L`establishment politico – che ha accolto conun sospiro disollievo la decisione della Corte di Karlsruhe – ha fatto sapere ieri che il parlamento dovrebbe riunirsi in sessionestraordinariail26 agosto e l`8 settembre, prima quindi del voto federale, pervarare il piùpresto possibile una nuova legge di adozione del Trattato di Lisbona «La Corte – ha aggiunto Vosskuhle – è convinta che quest`ultimo ostacolo verrà superato presto». Ha commentato dal canto suo il cancelliere Angela Merkel: il Trattato di Lisbona ha fatto un grande passo avanti». Il ricorso era stato presentato da una cinqùantína di deputati all`indomani della ratifica parlamentare nel 2008. Assodato ormai il benestare tedesco, il Trattato di Lisbona, che deve dare all`Unione un nuovo e più moderno assetto istituzionale, deve essere approvato da tre paesi su ventisette: la Polonia, la Repubblica Ceca e l`Irlanda, che terrà nei prossimi mesi un nuovo referendum. Nel giugno 2008, il paese aveva bocciato il testo in occasione di un primo voto popolare. Per molti versi la decisione della Corte di Karlsruhe elimina una grande incertezza sul futuro del Trattato ed evita all`Unione, se la scelta fosse stata di segno opposto, una crisi che sarebbe potuta essere spaventosa. Ciò detto, come non chiedersi se la sentenza tedesca non sia anche il riflesso di un europeismo sempre più freddo? Non è un caso se il cancelliere Merkel avesse inviato a Karlsruhe addirittura due ministri, quello degli Interni e quello degli Esteri, a rispondere alle domande della Corte in un`audizione pubblica che si tenne in febbraio. In questo senso, il ricorso-presentato da deputati soprattutto cristiano-sociali ed ex comunisti – era stato preso molto sul serio. Il timore deiparlamentari -tra i quali anche Franz Ludwig Graf Von Stauffenberg, figlio del colonnello che tentò di uccidere Hitler 12 luglio del 1944- è che ilTrattato diLisbonapossaportare a un eccessivo indebolimento dei parlamenti nazionali dei singoli stati membri ed essere contrario ai principi dì democrazia. Già in passato la Corte costituzionale aveva espresso dubbi sui rapporti normativi tra la Germania e l`Unione. Per esempio, nel 1993, i giudici avevano dato il loro benestare al Trattato di Maastricht, ma si erano dati nel contempo l`impegno di essere «un punto di controllo» dell`evoluzione giuridica dell`Unione. La Legge fondamentale del 1949 nonprevedeil referendum in Germania. Il TrattatodìLisbona erastato quindi approvato nell`aprile 2oo8 dal l3undestag con 514 sì e 58 no. Ci si può legittimamente chiedere se un voto popolare -voluto dal77% dei tedeschi secondo un recente sondaggio di Open Europe – avrebbe avuto lo stesso risultato.

Questo messaggio è stato modificato da: annarita, 30 Giu 2009 – 23:12 [addsig]




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