Beatificazione del Papa Esperantista, Giorgio Pagano scrive a Papa Francesco.

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Questa è la lettera che il Segretario dell’ERA ha inviato stamani a Papa Francesco in occasione della santificazione di Giovanni Paolo II, il Papa Esperantista.

Eccellentissimo Santo Padre,  

                                       è ancora un Radicale che oggi “la scoccia”, un Radicale in digiuno da 15 giorni per la lingua italiana. Si, proprio per quella lingua italiana con la quale lei ama molto esprimersi, senza la quale noi italiani non saremmo un popolo. Si sa, quando per il Profitto non è “conveniente” assoggettare un popolo massacrandone i corpi, per assicurarsi guadagni ben maggiori che attraverso la conquista geografica dei loro territori o il loro asservimento, è alle loro menti che si attenta, bombardate dalle armi di convinzione di massa – i media – e, con il linguicidio, ci si assicura il definitivo annientamento.

Ebbene per assicurare la dominazione linguistica anglofona si è arrivati, in Italia, al punto di vietare d’insegnare in italiano, com’è il caso del Politecnico di Milano, avallato dal MIUR e dall’attuale ministro Stefania Giannini, questione ch’è appunto oggetto del mio sciopero della fame.

Orbene, in occasione della Pasqua del 1994, ben 20 anni fa, per scongiurare esattamente quel che oggi sta accadendo alla lingua del popolo italiano (e non solo a quella), contando sulla sensibilità del Papa polacco sull’argomento, insieme a Marco Pannella ed Emma Bonino rivolsi a Giovanni Paolo II un invito affinché includesse l’Esperanto fra le lingue del consueto messaggio augurale, come lingua di nonviolenza, di pace e del dialogo fra culture diverse che, invece, rischiavano di soccombere sotto il diluvio anglofono. Un segnale ulteriore e concreto, insomma, a favore di quanti, cristiani e non, lavorano per la comprensione contro l’odio, per il dialogo contro la violenza.

Ebbene “il miracolo” ci fu e, per la prima volta, in Piazza San Pietro risuonarono le parole augurali di un Pontefice anche in Esperanto. E continuarono a risuonare per tutto il Pontificato di Karol Wojtyla e di Joseph Ratzinger.

Ecco, Le chiedo Santo Padre di fare anche un riferimento a questo durante la cerimonia di canonizzazione di Giovanni Paolo II, questo piccolo ma significativo aiuto dato da Papa Wojtyla, e continuato dal Papa Emerito, a sostegno di una lingua dell’umanità in quanto comune razza.

Noi saremo in Piazza San Pietro, spero visibili anche da Lei, con uno striscione con l’immagine di Giovanni Paolo II benedicente e la scritta W IL PAPA ESPERANTISTA!

Voglia gradire, Sua Santità, i sensi della mia più alta Stima e i miei più riverenti Saluti,

Giorgio Pagano

 

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