Bce, blitz festivo per aggirare le quote rosa

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Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, sta cercando con un colpo di mano di far passare la nomina del lussemburghese Yves Mersch nel board della Banca centrale europea. Una nomina che il Parlamento di Strasburgo in seduta plenaria aveva bocciato per protestare contro la mancanza di donne al vertice della Bce. Tra Consiglio e Parlamento si apre dunque un nuovo conflitto istituzionale che potrebbe estendersi ad altri settori in cui le due istituzioni hanno l’obbligo di co-decisione.
In tutta discrezione e approfittando del lungo week-end festivo nel corso del quale le istituzioni europee sono chiuse, Van Rompuy ha avviato una procedura scritta chiedendo ai governi di approvare, entro lunedì, la nomina di Mersch. Le decisioni prese con procedura scritta sono solitamente riservate a questioni su cui esiste una piena unanimità. Esse non richiedono né una riunione né una discussione da parte dei rappresentanti nazionali. Tuttavia basta che un solo governo si opponga alla procedura scritta e la questione viene riportata al tavolo dei ministri competenti. Al momento non si sa se tutti i diciassette Paesi dell’eurozona siano intenzionati a dare il loro assenso all’iniziativa di Van Rompuy. La designazione di Mersch era stata decisa all’unanimità, ma questo era avvenuto prima che il Parlamento europeo bocciasse la candidatura chiedendo che per quella poltrona venisse indicata una donna.
La bocciatura di Mersch era stata decisa nell’ultima sessione plenaria dell’assemblea di Strasburgo il 25 ottobre. Il presidente della banca nazionale lussemburghese, candidato a entrare tra i sei membri del direttivo della Bce, aveva ricevuto 325 voti contrari, principalmente di socialisti, liberali, verdi ed estrema sinistra, e 300 voti favorevoli arrivati soprattutto dalle file del Ppe. La motivazione della bocciatura non aveva nulla a che fare con le qualità del candidato ma piuttosto con il fatto che da tempo il Parlamento chiedeva la nomina di una donna tra i 23 membri del board, che sono tutti maschi.
In questa materia il Parlamento ha solo potere consultivo, e dunque i governi possono decidere di procedere comunque alla nomina. Tuttavia la scelta di avviare una procedura scritta, senza neppure darsi la briga di discutere l’obiezione di fondo sollevata dagli eurodeputati, appare come un vero e proprio schiaffo al Parlamento.
«Secondo Van Rompuy, evidentemente, una decisione votata dall’aula in sessione plenaria non merita neppure cinque minuti di discussione da parte dei capi di governo europei – si lamenta l’eurodeputata liberale francese Sylvie Goulard – è chiaro che questo apre un conflitto tra le istituzioni». In attesa di conoscere le risposte dei governi alla procedura scritta, oggi il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, sarebbe intenzionato a scrivere una lettera a Van Rompuy per protestare contro il metodo seguito.




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