Battuta la Commisione sui Bandi trilingue ora si apra il contenzioso sulle euroconsultazioni.

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Battuta la Commisione sui Bandi trilingue ora si apra il contenzioso sulle euroconsultazioni.

Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.

 

Dopo l’ennesima vittoria presso la giustizia europea contro gli eurobandi anglo-franco-tedeschi, la Commissione, nei giorni scorsi, ha fatto sapere che rivedrà la sua prassi mono-oligopolistica, adoperandosi per garantire il pieno rispetto del principio di non discriminazione linguistica ed un funzionamento adeguato e corretto dell’amministrazione dell’UE in presenza di 24 lingue ufficiali.

Attendendo fiduciosi c’è, però, una questione sulla quale mai nessun Governo ha finora attivato l’Avvocatura di Stato, ossia quella delle Consultazioni pubbliche che la Commissione svolge allorché comincia a lavorare ad una nuova iniziativa politica oppure vuole rivedere la legislazione esistente.

Attraverso queste consultazioni dei popoli dell’Unione, persone e imprese e organizzazioni che hanno un interesse o sono esperte in materia, contribuiscono alla stesura della proposta prima che la Commissione la presenti al Consiglio e al Parlamento europeo per l’ulteriore discussione e, a seguire, l’adozione.

Si tratta quindi di qualcosa persino più importante del diritto di voto che, tutto sommato, arriva alla fine di un iter.

Ebbene da queste consultazioni gli italofoni sono quasi sempre esclusi.

Persino da una consultazione come quella sulla lotta al traffico di migranti che, come tutta Europa sa, vede l’Italia tra i Paesi più esposti! Infatti, al quesito della Commissione europea “Lotta al traffico di migranti: la legislazione dell’UE è adatta allo scopo?” al quale si potrà rispondere fino al 6 di aprile, lo si può fare solo in anglocoloniale.

Il quesito è  “Tackling migrant smuggling: is the EU legislation fit for purpose?” e l’intera documentazione acclusa:

1) Inception Impact Assessment;

2) EU Action Plan against migrant smuggling (2015 – 2020);

3) European Agenda on Migration;

4) European Agenda on Security;

5) Council Directive 2002/90/EC of 28 November 2002 defining the facilitation of unauthorised entry, transit and residence;

6) Council Framework Decision of 28 November 2002 on the strengthening of the penal framework to prevent the facilitation of unauthorised entry, transit and residence;

7) Protocol against the Smuggling of Migrants by Land, Sea and Air, supplementing the United Nations Convention against Transnational Organized Crime;

è anch’essa in anglocoloniale.

Evidentemente siamo di fronte a qualcosa di non più tollerabile per l’Italia, a cui il Governo dovrebbe rispondere subito, proprio a partire dalla Consultazione sulla lotta al traffico dei migranti, e aprire un duro quanto inflessibile contenzioso con la Commissione di Juncker.




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