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Interventi & Repliche

UE: SIMBOLO NELLE BANDIERE NAZIONALI – LETTERA

La crisi dell’euro, le tensioni tra gli Stati rigoristi del Nord Europa e le cicale del Meridione d’Europa, la difficoltà della Bce di adottare una linea forte, in grado di affrontare la speculazione internazionale sono tutti fenomeni che sottolineano ancora una volta quanto sia insufficiente la mera integrazione economica del continente. Le soluzioni che politici, imprenditori, sindacalisti e docenti universitari indicano sono orientate tutte nella stessa direzione: non basta dotare la Bce di nuovi e più significativi poteri d’intervento sui debiti pubblici nazionali e sulle banche, non basta trasferire all’Ue maggiori poteri in tema di rilancio della crescita, di finanziamenti delle infrastrutture, di armonizzazione delle politiche tributarie e del welfare. Sono tutti provvedimenti urgenti e necessari ma del tutto non sufficienti. Ciò che serve oggi è un recupero della coscienza comune europea, è un messaggio di speranza su un continente che solo dall’unità politica può ricavare la forza e le dimensioni per fronteggiare le aree continentali con le quali competere: Stati Uniti, Cina, India, Brasile e così via. Per far quindi discendere nel cuore degli europei una coscienza comune servono atti simbolici che sintetizzino ciò che De Gasperi chiamava «la nostra patria Europa». Sarebbe quindi estremamente significativo se ognuno degli Stati nazionali aderenti all’Ue prevedesse che nella propria bandiera in alto a destra si trovasse spazio per il colore blu e le stelle dell’Unione. Certo, una tale proposta, per alcuni Stati come l’Italia, comporterebbe addirittura la modifica costituzionale ma, lungi dall’essere un handicap, ciò costituirebbe un momento di riflessione nazionale su cosa rappresenti e per quali motivi l’Europa è l’unico futuro che abbiamo e che possiamo lasciare ai nostri figli.
Cesare San Mauro, segretario generale
Fondazione Roma Europea
(Dal Corriere della Sera, 12/9/2012).




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