Bandi Europei: la protesta dell’AEDE

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Roma, 14 febbraio 2006

A tutti i Deputati Europei di nazionalità italianaLoro propria sede OGGETTO: – Bando del Parlamento europeo: Directorate-General Information CALL FOR PROPOSALS – 2006

Egregio Onorevole, in relazione al bando in oggetto, intendiamo sottolineare la discriminazione perpetrata, ormai da alcuni anni, dalle Istituzioni europee ai danni dei popoli non anglofoni e/o francofoni.E’ ormai invalso l’uso, infatti, di utilizzare queste 2 lingue sia per la proposta/descrizione dei contenuti dei bandi che per la modulistica da compilare per parteciparvi e, anche quando si dà, la possibilità di compilare la richiesta nella propria lingua (ma i moduli sono prodotti solo in una delle 2 lingue suddette!) è obbligatorio, comunque inviare una descrizione sommaria in una delle 2 lingue ‘NOBILI’ (in this case a summary description in English or in French of the project proposed is requested)..Al di là del diritto/dovere di pari dignità delle lingue e dei cittadini europei, il presente bando (come tanti altri) è rivolto anche ad Associazioni non governative (in genere gestite da donne che prestano ‘volontariamente’ la loro opera e il loro tempo!), che sono sempre a corto di mezzi finanziari e che non possono permettersi il costo delle traduzioni; di conseguenza, viene ridotto, se non materialmente impedito, il loro diritto di usufruire delle opportunità, formalmente indirizzate a tutti coloro che ne abbiano i requisiti. Costringere 450 milioni di persone ad esprimersi in queste 2 sole lingue oltre a non raggiungere l’obiettivo del suddetto bando che – come si legge nelle finalità generali – mira a fornire informazioni ai cittadini europei sul ruolo e le attività del Parlamento europeo, ad aumentare la trasparenza delle procedure e favorire la partecipazione di un più vasto pubblico nel dibattitosul futuro dell’Unione, è anche contrario allo spirito e ai valori di tutti i Trattati europei, che sin dal Trattato di Roma sottolineano la pari dignità di lingue, culture e popoli europei. Valori e obiettivi espressi in modo più articolato nel ‘Trattato per una Costituzione europea’ che i cari Francesi hanno bocciato e gli euroscettici Inglesi non hanno ancora ratificato. Siamo fermamente convinti, inoltre, che imponendo la modulistica solo in queste 2 lingue si inficia anche il principio della concorrenza che il Trattato succitato vuole ‘libera e non falsata ‘ (Art !-3, ob. 2), si rendono vuoti e retorici i tanti documenti ed iniziative del Parlamento europeo e della Commissione che invitano ad una comunicazione più efficace tra istituzioni e cittadini (A new framework strategy for multilinguism (22/11/05); il Piano D…) e, non meno grave, si acuisce il sentimento di una cittadinanza limitata, precaria e condizionata, allontanando ancor di più i cittadini dalle Istituzioni e dalle problematiche dell’ Unione europea . Fiduciosi che vogliate affrontare in modo consono e propositivo la questione sottoposta, porgiamo distinti saluti.

Il Comitato regionale AEDE Lazio
La segretaria prof.ssa Caterina Nisida
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