Banche, l`Europa va avanti

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Banche, l`Europa va avanti

L'EBA fa orecchie da mercante e come se nulla fosse rilancia la raccomandazione formale dell`8 dicembre scorso sulla ricapitalizzazione delle banche. Nelle ultime ore, secondo quanto risulta a Il Messaggero, la Banca d`Italia avrebbe girato a Unicredit, Mps, Banco Popolare e Ubi una lettera ricevuta dall`European banldng Authority, l`organismo con sede a Londra che sovrintende alla vigilanza sugli istituti europei.
Nella lettera l`Authority guidata da Andrea Enria ribadisce tempi e modalità del piano di rafforzamento da attuare mediante la costituzione di buffer aggiuntivi di capitale allo SCODO di portare il core tierl al 9%.
La misura straordinaria viene richiesta a fronte delle esposizioni verso gli emittenti sovrani che rifletta i prezzi di mercato a fine settembre. Per le quattro banche italiane il conto ammonta a 15,4 miliardi: 7,974 miliardi per Unicredit, 3,267 miliardi per Mps, 2.731 miliardi per il Banco Popolare, 1,393 miliardi per Ubi. Unicredit si è adeguato con la ricapitalizzazione da 7,5 miliardi al via da lunedì prossimo.
A livello europeo il fabbisogno complessivo di capitale si attesta a 1 14,7 miliardi.
Nella missiva la Super Authority ha predisposto un format standard che gli istituti dovranno compilare e in cui si ribadiscono la tabella di marcia e i criteri già annunciati sui quali I`Abi, le banche italiane, il governo e le altre associazioni hanno assunto toni da crociata: «Decisione scellerata, senza senso,fuori da ogni logica» il giudizio dei banchieri. E anche dalla Germania dove la richiesta è stata raddoppiata a 13,107 miliardi rispetto all`esercizio preliminare di fune ottobre, la protesta è stata feroce. L`adeguamento patrimoniale va attuato entro la fine del prossimo giugno.
Per il 20 gennaio, ricorda l`Eba nella lettera, gli istituti italiani dovranno consegnare a Bankitalia lo schema uguale per tutti coi diversi piani aziendali che esplicitino le strategie da perseguire per raggiungere l`obiettivo di capitale. Questi piani vanno concordati con via Nazionale e saranno poi al centro di consultazione e di revisione con l`Ebà e con le altre autorità competenti. Nello schema è prevista la contabilizzazione dei titoli del debito sovrano in portafoglio al mark to market a settembre e di non mettere in campo misure di deleveraging, cioè di riduzione dei prestiti col contenimento dell`offerta di liquidità che porta come conseguenza il rialzo dei tassi a carico delle imprese e privati che hanno necessità di soldi per sostenere le attività.
Finora l`effetto della decisione dell`Eba. è stato quello di accentuare l`instabilità dei mercati finanziari e non di ricondurli a condizioni di normalità. Questo dipende dall`aver reso "tossici" i titoli di stato di tutti i paesi dell`eurozona con conseguente allargamento degli spread. Mentre l`Authority ha "dimenticato" di prevedere un rafforzamento di capitale a fronte dei veri titoli tossici in portafoglio prevalentemente di banche anglosassoni, tedesche e francesi. Il formai: unico imposto dal team di Enria tende a riaffermare il ruolo centrale dell`Eba indebolendo l`approccio dichiarato di delegare alle Autorità nazionali il recepimento della decisione di Londra.
Contro l`esercizio dell`Eba, da tempo è scesa pesantemente in campo l`Alpi, a nome degli istitutiitaliani, portando dalla sua parte il governo e le altre associazioni di categorie. In particolare Confindustria e le altre sigle del mondo delle imprese per i rischi di una drastica restrizione del credito che ne potrebbe discendere. Due giorni prima della decisione Eba. il direttore generale Abi Giovanni Sabatini ha inviato a Enria una lettera in cui proponeva di promuovere preliminarmente uno studio che permetta di confrontare i modelli di valutazione del rischio poichè emergono da diverse analisi, forti dispersioni dei coefficienti di ponderazione per classi omogenee di attività. Il presidente Abi Giuseppe Mussaci e Sabatini hanno avuto l`incarico dall`ultimo esecutivo di metà di dicembre di investire direttamente Mario Monti, Corrado Passera, Vittorio Grilli destinatari anche di una lettera, oltre a Bankitalia.
Col pressing i banchieri erano fiduciosi di spuntare almeno il rinvio di un anno, a giugno 2013, del termine per mettersi in regola con le nuove misure, quindi per ricapitalizzare. Il rinvio. sarebbe servito ad evitare un ingolfamento sul mercato dei capitali che nel corso del 2012 ha in agenda rilevanti scadenze di titoli di stato e di bond bancari, ai quali si aggiungerebbero gli aumenti di capitale. Da molto prima, invece, Mussaci e Sabatini avevano concordato coi colleghi anche la possibilità di ricorrere alle vie legali, soluzione che era stata accantonata confidando in uno sbocco positivo delle iniziative diplomatiche. Invece non hanno portato a nulla ben due colloqui fra Monti e il governatore Ignazio Visco prima di Natale quando ci sarebbe stato anche un colloquio di Mussaci e, Sabatini in via Nazionale. E senza esito si è rivelato anche un intervento del premier e di Passera, forti di un mandato bipartisan del Parlamento su Bruxelles.
L`Eba tira dritto e a questo punto, a parte le reazioni delle banche, potrebbe avere un`accelerazione l`azione legale alla Corte di Giustizia in fase di preparazione da parte dell`Abi che ha messo al lavoro uno studio legale internazionale.

di ROSARIO DIMITO
Il Messaggero, pag. 1
05/01/2012




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