Babel festival, la parola alle minoranze linguistiche.

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Babel festival, la parola alle minoranze linguistiche.

Al via la quinta edizione del Babel Film Festival, in programma a Cagliari dal 30 novembre al 5 dicembre presso la Cineteca sarda. Parola d’ordine: il dialogo, strumento fondamentale per lo sviluppo delle relazioni tra persone, Paesi e culture. Protagonisti d’eccezione gli ospiti del centro di accoglienza per richiedenti asilo di Elmas, che assegneranno il premio “Cara”.

di Sara Ficoncelli.

“In principio a tutte le genti, di tutte le parti del mondo, il Signore diede un unico idioma. Per loro, nulla di quello che si proponevano era irrealizzabile”. Comincia così Babel, il bel film di Alejandro González Iñárritu con Cate Blanchett e Brad Pitt, vincitore del premio alla miglior regia a Cannes 2006. Ambientato in tre continenti diversi, il film parla, come è facile intuire dal titolo, di solitudine, sofferenza, difficoltà nel comunicare. Un tema complesso e affascinante, quello delle mille voci che ruotano intorno alla Torre di Babele, che dai tempi della Bibbia ispira intellettuali e artisti. Un tema oggi più che mai attuale e doloroso, sul quale, a maggior ragione, è doveroso fermarsi a riflettere.

E’ questo lo scopo del Babel Film Festival, in programma a Cagliari dal 30 novembre al 5 dicembre presso la Cineteca sarda, dedicato alle minoranze linguistiche di tutto il mondo. Dalla resistenza di Kobane, la città curdo-siriana ormai simbolo dell’opposizione allo Stato islamico, alle battaglie per la sopravvivenza di curdi e armeni in Turchia, dalle difficoltà di integrazione degli immigrati in Italia e quelle dei lavoratori che pagano lo scotto della crisi, per una settimana la manifestazione culturale ospiterà storie di scambio interculturale, di comprensione reciproca tra individui e gruppi con patrimoni linguistici, culturali, etnici e religiosi molto diversi. Parola d’ordine: il dialogo, strumento fondamentale per lo sviluppo delle relazioni tra persone, Paesi e culture, formula magica capace di creare coesione, inclusione ed equità.
Il tema è talmente attuale che il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha inviato un messaggio di congratulazioni agli organizzatori del festival, offrendo all’evento il patrocinio dell’istituzione europea. Con 79 pellicole nazionali e internazionali selezionate tra i 115 film pervenuti, 44 lingue minoritarie coinvolte e 16 Paesi (otto europei e otto extraeuropei) rappresentati, il festival rappresenta una vera e propria “Babele” della cultura contemporanea, ed è articolato in tre sezioni (lungometraggi, cortometraggi e documentari), con film in lingua minoritaria, dialetto, slang, lingua morta e linguaggio dei segni.

La giuria principale, composta da cinque membri, è presieduta dal regista Daniele Ciprì. Ma i protagonisti saranno, per la prima volta in un festival del cinema, gli immigrati, ovvero gli ospiti del centro di accoglienza per richiedenti asilo di Elmas, che assegneranno il premio “Cara”.

“I tragici attentati di Parigi – spiega Antonello Zanda, direttore artistico del festival – sono nati all’insegna dell’incomunicabilità e dell’incapacità di relazionarsi al diverso, di rispettare gli altri. La non capacità di gestire la diversità e le differenze è il segnale forte e tragico del comportamento di chi pensa che andando allo scontro si possa trova una soluzione. Il nostro festival vuole essere una risposta a tutto ciò, una risposta all’insegna del dialogo, mettendo insieme lingue e culture diverse, facendole comunicare tra loro. Il segno distintivo del Babel è questo: le lingue sono diverse, ma parlarsi è possibile comunque. I terroristi dell’Is vogliono alzare muri che impediscono la relazione e la comunicazione. Scavano fosse e alzano muri: noi cerchiamo di coprire le fosse e di abbattere i muri”.

Il Babel Film Festival si aprirà con un’anteprima: il premio “Italymbas”, assegnato dalle giurie ai film girati nelle lingue tutelate dalla legge 482/1999. Si tratta di un premio itinerante, che coinvolgerà cinque località: Noto (Siracusa), Ostane (Cuneo, Nuoro, Martignano (Lecce) e Udine. I premi, assegnati in tutto da nove giurie, saranno conferiti alle categorie lungometraggio, documentario e cortometraggio fiction e verrà premiato il film che racconta meglio una minoranza all’interno di un’area urbana. Il premio “Diritto di parola” verrà assegnato dagli studenti delle scuole superiori di Cagliari, mentre quello “Aamod” dall’archivio del movimento operaio e democratico di Roma. Previsti, inoltre, il premio del pubblico, assegnato dalla giuria composta dai circoli del cinema, e il riconoscimento “Holden”, che permetterà al vincitore di frequentare un workshop o un corso presso l’omonima scuola.

La quarta edizione del Babel Film Festival, infine, ospiterà un workshop, “Breaking the barrier – Linguaggio del cinema e linguaggio dei segni”, a cura di Alexander Genievsky e Olga Eletskaya e con la partecipazione di Serena Trevisi, un’opportunità per poter conoscere le difficoltà e la gioia di girare un film parlato nella lingua dei segni. L’esperienza, aperta alla partecipazione di tutti, sarà utile per imparare questa lingua partendo da zero, rompendo le barriere del silenzio che separano due mondi solo apparentemente lontani.
(Da repubblica.it, 25/11/2015).

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