AUSTRALIA, Queensland: Il parco nazionale torna ai proprietari indiegni
AUSTRALIA, Queensland: Il parco nazionale torna ai proprietari aborigeni
Venerdi’ si e’ verificata la prima storica riconsegna di un parco nazionale australiano ai proprietari indigeni: si tratta del parco nazionale dello stato australiano Queensland, nella penisola di Cape York. Il Ministro al cambio climatico e alla sostenibilita’ dello stato di Queensland, Kate Jones, si e’ recata nel paese aborigeno di Kowanyama per consegnare alla comunita’ ai popoli Kunjen e Oykangand la proprieta’ di 37.000 ettari di terra. Secondo il Ministro questo e’ il primo parco nazionale esistente, in Queensland, la cui proprieta’ torna agli indigeni e questo atto e’ un vero punto di rottura sulle risoluzioni inerenti il possesso fondiario degli indigeni.
L’area protetta del parco e’ di 371 km quadrati e sara’ gestita in base ad un accordo di collaborazione congiunta tra il governo di Queensland e gli indigeni. La gestione indigena del parco permettera’ di assicurare anche la sopravvivenza delle tradizioni e la protezioni dei siti sacri presenti nel parco. I ranger saranno di provenienza indigena e parteciperanno a dei corsi di formazioni, di modo da poter unire conoscenza tradizionale e nuove tecniche per la protezione di fauna e flora nel parco.
Il trasferimento della proprieta’ del parco agli aborigeni coincide con il riconoscimento legale del popolo Kowanyama come possessore nativo di 2.731 km quadrati di terre e acque nella penisola di Cape York, il “Deed of Grant in Trust”, DOGIT. Secondo questa sentenza, emessa dal giudice Andrew Greenwood, in seno alla Corte Federale australiana, il diritto nativo di proprieta’ del popolo Kowanyama e’ sempre esistito, e con esso il diritto a possedere, occupare, usare e beneficiare in modo esclusivo, le terre e le risorse del DOGIT. La sentenza di venerdi’ scorso e’ un primo parziale accordo rispetto alla rivendicazione da parte del popolo Kowanyama del titolo di possessore nativo di 19.800 km quadrati di territorio.
Fonte: Environment News Service, 26 ottobre 2009
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