Audizione in Commissione Cultura

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Audizione associazione radicale “Esperanto” in relazione alla Proposte di Legge C 5714 e C 6065

Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Mercoledì 8 Febbraio ore 15.

Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale “Esperanto”, è stato ascoltato oggi dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati in merito al dibattito parlamentare relativo alle Proposte di Legge 5714 e 6065 sull’insegnamento dell’esperanto.

All’Audizione, di fronte ad alcuni parlamentari, tra cui Gabriella Carlucci, e presieduta dall’On Scardino di Forza Italia sono intervenuti brevemente anche Lapo Orlandi e Ranieri Clerici.
Giorgio Pagano, nella sua Relazione, ha ricordato come i recenti passaggi legislativi del Ministro Moratti hanno prodotto persino l’annullamento dell’insegnamento della seconda lingua comunitaria a favore di un inglese assurto praticamente a seconda lingua di Stato, con conseguente rischi di precariato per le migliaia d’insegnanti delle altre lingue comunitarie e un’inevitabile dialettizzazione futura della lingua italiana.

L’inglese non è ne’ mai sarà una lingua socialmente equa, un bene pubblico condiviso, ma produrrà sempre la discriminazione tra i lingua madre e gli altri: come dimostrato dal Rapporto Grin, pubblicato in Francia dall’Alto Consiglio di Valutazione della Scuola, i trasferimenti di risorse dai paesi Europei al Regno Unito conseguenti a tale dominio linguistico ammontano annualmente a 18 miliardi di Euro. Senza contare che mentre i nostri giovani dedicano enormi energie e tempo all’apprendimento dell’inglese, gli anglofoni fanno più informatica e, soprattutto, più impresa.
Occorre quindi ripensare queste politiche sia a livello nazionale che Europeo per non avere un futuro da colonia:
cosi come a Bretton Woods si diede vita al sistema monetario internazionale che avrebbe portato ai primi accordi internazionali sul commercio oggi occorre una Bretton Woods linguistica che consenta di regolamentare gli scambi linguistici internazionali ed eventualmente sanzionare le posizioni dominanti.
Ci siamo riconosciuti per la prima volta comunitari – ha continuato Pagano – quando abbiamo scoperto che può esistere uno spazio sopranazionale organizzato in cui conviviamo e in cui un mio vantaggio non necessariamente coincide con uno svantaggio altrui.
L’esperanto costituisce la trasposizione in termini linguistici del metodo comunitario. Essa come lingua ausiliaria di ambito comunitario altro non è che il metodo comunitario, il metodo europeo applicato alla risoluzione della lotta per l’egemonia linguistica: affidare ad una lingua nazionalmente e civilmente equa il ruolo di strumento di comunicazione intraeuropeo da affiancare alle nostre lingue nazionali.

In chiusura l’Onorevole Colasio, della Margherita, ha sottolineato la pertinenza e l’importanza delle questioni complesse sollevate, auspicando che tale dibattito possa riprendere subito dopo le elezioni politiche con una prospettiva temporale sufficiente ad un intervento legislativo significativo e finalmente vincente.




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