Attraverso un aneddoto voglio lanciarvi un messaggio per un’azione politica.

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Salve a tutti, sono Matteo Pugliese, radicale di Genova, mi interesso tra le altre cose della questione linguistica internazionale soprattutto in UE e dell'esperanto.Attraverso un aneddoto voglio lanciarvi un messaggio per un'azione politica.La settimana scorsa mi trovavo su un treno per Nizza e di fronte a me sedeva un ragazzo cinese, in cabina c'era molto caldo e il finestrino chiuso (apribile solo con le chiavi che ha il personale), giunti al confine cambia il servizio e salgono i ferrovieri francesi, passandoil bigliettaio il ragazzo cinese voleva far aprire giustamente il finestrino e chiese: “do you speak english?” e il controllore rispose in modo deciso e quasi seccato di sentir menzionare l'inglese (per parlare tra un francese e un cinese) :”Non, francais”. A quel punto io in francese gli chiesi gentilmente se poteva aprire il finestrino e finalmente respirammo.Ora, in Italia un comportamento di questo genere verso un turista sarebbe giudicato (ingiustamente a mio avviso) maleducato come minimo.Invece quell'episodio mi ha fatto riflettere abbastanza. Penso che se ogni stato europeo facesse così (nel proprio paese) finiremmo per parlare inglese solo andando in UK. Questo sarebbe un enorme bene.Perchè io italiano per parlare con un greco per esempio (rimanendo nel contesto europeo) devo utilizzare la lingua imposta politicamente con l'egemonia dell'Inghilterra? Se ci riflettete è completamente privo di senso.In compenso si necessita di una lingua per parlare tra europei che non dia vantaggi a nessuno stato dell'UE, proprio l'esperanto. (si è proposto anche il latino e sarei abbastanza favorevole)Ma non voglio disperermi e tornando al motivo di questo mio post: da quell'episodio sul treno ho pensato che l'unico modo per contrastare efficaciemente l'inglese egemone è una protesta linguistica nonviolenta. Nel proprio paese non parlare inglese, rifiutarsi. Ciò si potrebbe fare sia quotidianamente ma anche con una manifestazione nazionale organizzata che coinvolga i radicali tutti, non so, una cosa che duri per esempio una settimana. Un pacifico sabotaggio. Anche se per risolvere il problema non basta ma serve che al parlamento europeoMarco Cappato e Pannella muovano le chiappe, seriamente però. Non con timide proposte, così non si raggiungerà mai nulla. Ci vuole una decisa volontà di introdurre l'esperanto ufficialmente, magari con una proposta fatta dall'ALDE tutta.Che ne pensate?
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