Nasce l’asse Merkel-Macron per rifondare l`Eurozona

Posted on 16 dicembre 2017 in Europa e oltre 30 vedi

Angela Merkel ha fretta di riprendersi la leadership in Europa e insieme a Emmanuel Macron lancia un inaspettato segnale forte ai partner. Al termine di un summit europeo nel quale per due giorni si è litigato su tutto, la Cancelliera e il presidente francese a sorpresa si presentano insieme in sala stampa e annunciano una proposta comune entro marzo sulla controversa riforma dell`eurozona. Dopo mesi di scontri tra governi, saranno loro a tracciare la strada per la nuova governance della moneta unica rilanciando l`asse franco-tedesco la cui assenza, dovuta alla crisi politica a Berlino, in questi mesi ha rallentato i progetti di rilancio dell`Unione, dall`euro ai migranti. «Troveremo una soluzione comune sulla riforma dell`eurozona, c`è la volontà di farlo entro marzo» ha annunciato Merkel parlando di un «Master Plan» da portare a Bruxelles. Inconveniente: l`Italia, che sulle nuove regole dell`eurozona si gioca molto, resta fuori dal tavolo. Proprio l`altro ieri Roma ha presentato le sue idee sul tema ma ora de- ve sperare in Macron, autore di proposte vicine a quelle di Roma, e in Martin Schulz, leader della Spd che durante i negoziati per la formazione della Grosse Koalition avrà un`influenza sulle posizioni di Merkel. E potrebbe essere proprio l`ex presidente dell`Europarlamento – lontano dal partito dell`austerità – a fare da facilitatore per conciliare le richieste francesi, votate alla crescita, e quelle dell`ala ortodossa della Cdu capitanata da Schaeuble, intenzionato ad espropriare la Commissione Ue delle competenze sui controlli dei bilanci nazionali per affidarli ad un organo che applichi le regole in modo inflessibile e apolitico. Senza dimenticare che nel compromesso sul futuro dell`euro entrerà anche l`assegnazione della guida della Bce per il dopo Draghi (2019) nel mirino di Merkel per il numero uno della Bundesbank Jens Weidmann. In ballo ci sono il ruolo del futuro ministro delle finanze Ue. la possibilità che finanzi riforme e investimenti nazionali, la funzione del nuovo Fondo monetario europeo e in generale la gestione di conti pubblici e banche. Temi altamente divisivi – con il partito nordico del rigore opposto a quello mediterraneo della flessibilità – come dimostra lo scontro di ieri mattina nella sessione del summit dedicata al dossier tra Macron e l`olandese Rutte, arroccato su una posizione di ortodossia totale e contrario ad accelerare sulla riforma che per via dell`assenza di un governo tedesco era data per arenata. Alla fine il presidente del Consiglio europeo Tusk, nel mirino per essersi schierato con l`Est sui migranti, ha ceduto a Parigi e Berlino e ha deciso di convocare un nuovo Eurosummit per marzo, quando Macron e Merkel esporranno il loro piano. A inquinare i pozzi ci ha provato pure il presidente uscente dell`Eurogruppo, Jeroen Dljsselbloem, autore di una lettera con proposte rigoriste tanto da far infuriare Gentiloni e il portoghese Costa, che hanno interpretato la mossa come un tentativo di influenzare il suo successore designato, Mario Centeno. Ma si è litigato anche sul progetto di ripartizione dei rifugiati Nella Ue. A Bruxelles raccontano che alla fine Tusk è stato sostenuto solo da Polonia e Ungheria e si spera di trovare un compromesso entro giugno, anche grazie alla rinnovata spinta franco-tedesca. Altrimenti si voterà a maggioranza come minacciato da Merkel e Tafani (Europarlamento) isolando l`Est.

Alberto D’Argenio | La Repubblica | 16.12.2017165




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