Assalto politico ben preparato contro l’Europa.

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Assalto politico ben preparato contro l’Europa. Che diavolo aspettiamo?

L’intervista è stata raccolta da Umberto Pascali il Primo maggio 2010– Washington – Inziamo da oggi un dibattito su quello che accade in economia a livello internazionale per capire meglio cosa sta accadendo in particolare sul quello che da tutti viene definito un attacco all’euro. Progresso Internazionale, il settore economico del nostro giornale, ha intervistato Webster Tarpley, analista economico americano, spesso presente sulla Cnn e su Fox tv.

Progresso Internazionale:  Tu hai dichiarato in varie interviste e discorsi sulla crisi finanziaria che ha investito la Grecia e l’Europa che “la Grecia non è un problema; il problema è la speculazione d’assalto”. Hai sottolineato che non c’e’ bisogno di austerità o di “salvataggi”. Perché austerità e salvataggi non sono necessari? E cosa sarebbe necessario invece?

Webster Tarpley:  Oggi assistiamo ad una attacco speculativo nei confronti della Grecia, della Spagna, del Portogallo, dell’Irlanda con l’idea di aggiungere poi anche l’Italia e altri paesi ancora. Questo attacco e’ motivato innanzitutto da considerazioni politiche: la debolezza del dollaro.
L’autunno scorso quando il dollaro scendeva praticamente ogni giorno, ci fu una presa di coscienza all’interno dell’elite della City di Londra e soprattutto di Wall Street che per salvare il dollaro direttamente non c’era niente da fare. L’unica strategia per evitare il crollo del dollaro era di provocare preventivamente un crollo dell’Euro e quindi fa apparire il dollaro come un porto sicuro nella tempesta generale.
E quindi hanno cominciato a ragionare: come si fa per attaccare l’Euro. Il fatturato tra l’Euro e le altre monete ogni giorno è di circa mille miliardi di Euro e quindi è difficile incidere lì con manovre bancarie e con lo scatenamento degli hedge funds. Perciò hanno identificato un punto debole cioè le obbligazioni dello stato greco in cui il deficit è molto elevato e anche le obbligazioni del Portogallo, e della Spagna.
E hanno anche lanciato un attacco contro l’Irlanda. E quindi con quei mercati che sono piuttosto piccoli paragonati ad altri paesi dell’Euro, hanno pensato che si potesse generare una crisi.
Così hanno fatto.Questo processo è stato innescato all’inizio dello scorso dicembrequando ci fu l’arresto della caduta del dollaro e l’inizio di una fase di ascesa del dollaro che si basava sulla debolezza crescente e sulla crisi dell’Euro.

Progresso:Gli hedge fundssono spesso associati al nome del finanziereGeorge Soros, e si sono resi responsabili di attacchi contro le monete nazionali e quindi contro le economie e i livelli di vita di molti paesi tra cui anche contro l’Italia ai tempi della lira…

Tarpley: Sì, infatti. Gli hedge funds sono in generale strumenti di distruzione economica dediti al saccheggio delle economie reali per realizzare operazioni brutalmente speculative col risultato di procurare a un piccolo gruppo guadagni altissimi in brevissimo tempo e una miseria altrettanto alta.
L’hedge fund tecnicamente è una società finanziaria messa su per sfuggire a qualsiasi legge e norma
. I soci proprietari sono pochissimi, inferiore al numero minimo che renderebbe queste ditte regolabili per legge. Pochissimi investitori ma con immensa capacità finanziaria. Sono gli hedge funds che hanno partecipato alla distruzione della Lehman Brothers, hanno attuato la speculazione che ha portato all’aumento del petrolio al limite dei 150 dollari al barile nell’estate 2008 e oggi stanno tornando alla carica anche sul petrolio. Gli hedge funds sono gli incrociatori leggeri di questo attacco alla Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Italia. Gli incrociatori sono seguiti dalle portaerei, che sono le banche, JP Morgan e via dicendo.

Progresso: E’ stato lo stesso giornale finanziario, Il Wall Street Journal, che ha rivelato in un sorprendente articolo dell’incontro segreto dei grandi hedge funds dedicato a preparare un attacco all’Euro…

Tarpley: Sì, questo è un esempio illuminante.L’articolo del Wall Street Journal è del 26 febbraio scorso; s’intitola minacciosamente: “Hedge Funds Pound Euro” [Gli Hedge Funds Pestano l’Euro]. Qui leggiamo di un incontro riservatissimo in un’abitazione di Manhattan, l’area elegante, l’area delle grandi banche di New York ospitato della ditta finanziaria Monness, Crespi, Hardt & Co. Gli ospiti, che hanno discusso cenando a base di pollo incrostato al limone e filet mignon, erano i rappresentanti dei più grandi (i “titani” li definisce il Journal) hedge funds. In particolare, c’era il rappresentante del Soros Fund Management LLC, David Einhorn, presidente della Greenlight Capital Inc., Donald Morgan, Presidente dell’hedge-fund Brigade Capital, il rappresentante di SAC Capital Advisors LP ed altri. I commensali si sono trovati d’accordo che era iniziata una fase di crisi non solo del debito pubblico, non solo della Grecia ma di tutti i paesi. Voglio porre l’accento sul “tutte”.
Questo vuol dire la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, il Giappone, Cina. Nessuno escluso. Nessuno è immune da questo attacco.
L’intenzione è di fare della Grecia il primo esempio e poi di generalizzare questo contagio verso altri, anche verso stati degli Stati Uniti come la California, New York e anche entità tipo il Port Authority, l’agenzia che gestisce il porto di New York. L’intenzione è di favorire un cannibalismo speculativo generalizzato…

Progresso: Un cannibalismo speculativo generalizzato?

Tarpley: Sì. L’idea è di lanciare attacchi speculativi coprendoli con lo spargimento di voci, teorie, giustificazioni che diano un’apparenza oggettiva a questo ben organizzato piano di cannibalizzazione finanziaria. L’arma per l’assalto sono I derivati finanziari, Credit Default Swaps.
Strumenti che servono per giocare al ribasso dei titoli (tipo i Buoni del Tesoro) emessi dai paesi-vittima per finanziare il proprio debito di bilancio. In questo contesto l’economia della Grecia, il deficit della Grecia, gli introiti dello stato greco – le cui manchevolezze sono state invocate dalla stampa mondiale, dai rappresentanti degli hedge funds, dagli istituti di ratings come la causa della crisi – sono in realtà solo minuscoli pretesti.
L’idea che si può bloccare l’attacco furibondo di questi hedge funds e delle grandi banche istituti finanziari “risanando” il bilancio e attuando una feroce austerità contro la popolazione del paese preso di mira dalla speculazione – tutto questo è irrazionale. 
L’assalto speculativo di questi hedge funds non è motivato dalla necessità di tagliare la sanità o le pensioni per “riequilibrare” le finanze di un paese. Questa è semplicemente un’operazione orchestrata per colpire secondo un piano preciso e per fare grossi profitti.
Voglio rilevare che questi hedge-funds hanno da tanto tempo l’ambizione non tanto nascosta di provocare la bancarotta di stati sovrani – e cioè dei cittadini che sono bene o male rappresentati da queste istituzioni da loro elette. Si vorrebbe il ritorno alla “libertà” del signore feudale di disporre come vuole dei suoi soggetti. La loro idea sembra essere che fra breve le banche vinceranno e gli stati nazionali sovrani saranno schiacciati.
Qui negli Stati Uniti abbiamo l’espressione “zombie banks” appunto perché ci sono queste grandi banche come Citibank, JP Morgan Chase, Bank of America, e adesso anche Goldman Sachs che sarebbe una banca e anche Morgan Stanley che sarebbe una banca…
Tutte queste banche sono fondamentalmente in bancarotta, Sono insolventi. Sono Zombie, morti viventi! Sono state salvate, coi soldi degli americani, dall’intervento dello stato con il famoso bail-out [salvataggio finanziario] del settembre/ottobre 2008. Se paragoniamo la Grecia o lo stato della California (che ufficialmente sarebbe finanziariamente traballante) con la JP Morgan Chase dobbiamo concludere che le condizioni di Grecia e California sono mille volte migliori di quelle della JP Morgan Chase. Quindi c’e’ un forte elemento d’irrazionalità, di fantapolitica in questo tipo di discorsi.

Progresso: C’e’ stato un certo tentennamento all’interno dell’Unione Europea; non si sapeva se intervenire o meno. In parte forse comprensibile dato l’attacco speculativo violentissimo.
I leader e i pubblici europei sono stati martellati da continui appelli lanciati da George Soros e dai “titani” degli hedge funds affinché si intervenisse con tutti i mezzi da parte dei paesi europei per evitare quella che Soros ha chiamato la “spirale della morte”, con funebri previsioni di fine dell’Europa. 
Tra l’altro ogni dichiarazione degli uomini degli Hedge funds, ogni pronunciamento delle agenzie di ratings tendeva ad aumentare la gravità della crisi.
Adesso le decisioni, che coincidono con il Primo Maggio festa dei lavoratori, prevedono una fortissima austerità che sarà il prezzo che la Grecia dovrà pagare per i suoi peccati finanziari con possibilità di esplosioni sociali. Ma, secondo la versione ufficiale, dopo la bastonata tutto dovrebbe rimettersi a posto, anche se ci sono piccole differenze di atteggiamento, come quella della Francia che fa la voce grossa contro la speculazione senza, però, prendere finora iniziative concrete. Che pensi della reazione dei paesi Europei alla crisi Greca; soprattutto della Germania e della Francia?

Tarpley:  E’ una reazione fallimentare. Si può riassumere in due punti. Prima di tutto, come hai detto, c’e’ l’austerità feroce con aspetti da genocidio economico nei confronti della popolazione greca che deve pagare più tasse, lavorare di più, andare in pensione dieci anni dopo, vedersi ridurre drasticamente i servizi sociali distruggere l’istruzione pubblica, la sanità… fare della Grecia una sorta di Inferno sociale.
Ma la feroce ironia in tutto questo è che tali misure non funzionano affatto! Anzi, peggiorano drammaticamente la situazione.
E’ questo il motivo per cui questi potentati finanziari le invocano? L’abbiamo visto mille volte nella storia anche recente. Il cancelliere tedesco Heinrich Brüning, nel 1930, rispose all’arrivo della Grande Depressione con spietate misure di austerità rigettando le proteste della popolazione e del Reichstag. Dovette imporre una forma di dittatura di fatto che provocò due conseguenze: la paralisi dell’economia e la presa del potere da parte di Hitler e del Partito nazista. Il fatto è che più si taglia il deficit e più crescono le spese dello stato. Per esempio parlando dei dipendenti dello stato greco si dice: licenziamoli. Benissimo; ma allora vuol dire che invece di pagare le tasse dovranno ricevere un sussidio da parte dello stato.

Progresso: Quindi la tua conclusione è che questo tipo di austerità equivale alla distruzione dell’apparato economico produttivo in definitiva….

Tarpley: Sì. Esatto. Qual’è la grande risorsa di cui dispone la Grecia? E’ la qualificazione tecnica e professionale del lavoratore greco che è considerevole e quindi dovrebbero evitare la via dell’austerità. Ripeto, se funzionasse, si potrebbe anche discutere di questa ipotesi feroce, ma, infatti, sappiamo bene che mai è stata risolta una crisi semplicemente attaccando le condizioni di vita di una popolazione e fagocitando il capitale accumulato nell’apparato produttivo o altri beni capitali di cui un paese dispone. Tutto questo non funziona. Aumenta la crisi. Produce una crisi economica ancora più profonda.

Progresso: E tuttavia quello che sentiamo ripeterci da tutti i media, non solo negli USA e non solo quelli legati direttamente agli hedge funds, è che i Greci hanno fatto grandi errori, hanno creato un sistema sociale in cui si rimpinzano di tutti i benefici sociali senza dare niente, come cicale spendaccione e pigre paragonato alla serietà fiscale delle banche/formiche… Quindi sarebbe giustificato far loro espiare i peccati finanziari…

Tarpley: [Risata] Questo mi sembra l’atteggiamento feroce e barbaro che è tipico di chi vuole distruggere un sistema economico produttivo per rimpiazzarlo con cannibalismo speculativo. Questo è il linguaggio degli hedge funds. Questa è la loro giustificazione per lanciare nuove ondate speculative. Adesso arriva il paradiso dei luoghi comuni e del razzismo d’accatto. I Greci sono pigri, si sa.
E che dire dei Portoghesi? Sicuramente pigroni anche loro. La Spagna? Ma sì, lo sappiamo bene con tutte quelle sieste che fanno. E poi arriviamo all’Italia, scansafatiche con mandolini e spaghetti. Gli Irlandesi? Tutti alcolizzati. E non finirà qui. Poi magari sarà la volta degli inglesi; quante se ne potrebbero dire su di loro. Per non parlare della Germania.  Insomma ci sbattono in faccia argomentazioni puramente denigratorie presentate come analisi economiche e finanziarie.
E fatte da chi? Da ladri, da pescecani tipo questi Soros, questi David Einhorn, i grandi paladini della giustizia e della trasparenza che si sono incontrati per la famosa cena dell’otto febbraio a Manhattan. Queste sono le stesse ditte che hanno distrutto la Lehman Brothers il 15 settembre 2008 con le loro vendite al ribasso. Queste argomentazioni sono da respingere assolutamente, anche perché sono fatti da persone che dovrebbero essere in galera, da coloro che sono responsabili della crisi del 2008.

Progresso: Quindi tu dici che l’errore della Grecia è di non essere riuscita a difendersi da questo attacco…

Tarpley: L’errore madornale della Grecia è stato quello (durante il precedente governo) di invitare la Goldman Sachs che ha consigliato loro di creare una serie di derivati (derivatives) con la promessa – il classico boccone avvelenato – da parte dei reucci di Wall Street di nascondere l’ammontare del debito dello stato greco.
Così hanno dato alla Goldman Sachs la possibilità di usare queste informazioni per scatenare un attacco speculativo contro il paese.
Dobbiamo anche sottolineare che il regime della globalizzazione (di cui questi Soros, Goldman eccetera sono i grandi fautori) è un regime fallimentare. Dal 1990 abbiamo avuto un ventennio caratterizzato dalla vittoria del liberismo e monetarismo più scatenato, dal predominio degli Stati Uniti…
Questo ha distrutto tanti paesi, non solo la Grecia. L’Ucraina, l’Ungheria che erano già andate dal Fondo Monetario Internazionale. Il regime della globalizzazione non funziona, è fallimentare.
L’idea di privatizzare tutto, di cancellare qualsiasi legge e regolamento che aveva difeso gli standard di vita di un normale lavoratore ha aperto la porta al ristagno produttivo, al declino del capitalismo industriale, all’abbassamento del livello di vita.
Tutto questo non è colpa della Grecia, è colpa di quei finanzieri della City di Londra e di Wall Street che hanno insistito per la globalizzazione del mondo. Speculatori come George Soros.

Progresso: Webster, hai parlato fino a ora di uno dei due grossi errori nella risposta europea alla crisi Greca: la richiesta di austerità. Qual è l’altro errore?

Tarpley: Sì, il primo tremendo errore è questa pressione massiccia sui livelli di vita, la spesa pubblica e così via. Il secondo errore non meno grave è di organizzare questi bail-outs (salvataggi finanziari) come è stato fatto per salvare Wall Street nel 2008. Dare soldi dell’Unione Europea alla Grecia (soldi della Francia, Germania, Italia ecc) non fa che peggiorare il problema. Qual’e’ il problema della Grecia? L’indebitamento eccessivo. Qual è la soluzione proposta da questa infelice Frau [Cancelliere tedesco Angela] Merckel? Aumentare ancora il debito. E [il Presidente francese Nicolas] Sarkozi? Anche lui: più debiti. E persino il contribuente americano è coinvolto. [Il Presidente Barack] Obama aveva dato cento miliardi di dollari al Fondo Monetario e quindi si può pensare che una parte dei soldi dati dal Fondo alla Grecia saranno anche soldi del contribuente americano.  E quindi ci sarebbe un’opposizione anche qui.

Progresso: Ma qual’e’ allora, secondo te, la vera soluzione?

Tarpley: Il problema non è la pigrizia dei Greci, il problema è la criminalità’ di questa banda di hedge funds e di Zombie banks. Cosa possiamo fare? Nelle ultime settimane qui a Washington abbiamo avuto le sedute del Congresso, dove i capi della Goldman Sachs sedevano giustamente sul banco degli imputati. E’ anche in discussione una legge — finora è una legge molto debole, molto inadeguata — per ridurre gli eccessi di Wall Street e per imporre almeno certe regole sul mercato di questi derivatives. Questo si deve fare. Io ho elaborato un programma in questo senso che si può leggere sul mio sito web Tarpley.net. Il punto è questo: bisogna vietare l’uso di credit default swaps. I credit default swaps sono lo strumento preferito per colpire paesi come la Grecia ed è la maniera più efficace per svendere questi paesi al ribasso.

Progresso: Puoi spiegare più in dettaglio questo meccanismo.

Tarpley: I credit default swaps sono un tipo di derivatives; in pratica sono polizze di assicurazione sul debito di una certa entità. Più semplicemente sono scommesse. Qui siamo nel regno del gioco d’azzardo normalmente proibito a norma di legge, ma chiaramente hanno fatto un’eccezione per i derivatives. Se io prevedo che la Grecia andrà in bancarotta allora io posso acquistare Credit Default Swaps giocando al ribasso. E quindi se fallisce la Grecia io, incasso una montagna di soldi. Si può fare questo nei confronti della California, dello stato di New York, dell’Olanda, dell’Illinois… e tanti altri stati.
C’era un articolo sul Wall Street Journal qualche giorno fa che ho commentato in un’intervista televisiva a Russia Today, Con i credit default swaps hanno distrutto la ditta di assicurazioni AIG facendo perdere ai contribuenti americani 200 miliardi di dollari.
Dovrebbero essere già illegali perche di fatto rappresentano un’operazione in cui una parte pretende di essere una ditta di assicurazioni ma in realtà chi vende questi swaps non si è registrato come assicurazione, non ha le riserve di capitale che sarebbero necessarie e così via. Il problema è che coloro che sono preposti a regolare queste attività non fanno il loro dovere.
Queste operazioni sono illegali sulla base della legge che dice che nessuno può vendere una polizza d’assicurazione a meno che non si attenga ai requisiti che ogni assicurazione deve rispettare. Questi swaps possono essere sottoscritti da chiunque, senza avere il capitale richiesto o alcun requisito.

Progresso: Quindi, secondo te, cosa si dovrebbe fare? Vietarli?

Tarpley: Si! Bisogna vietare esplicitamente le credit default swaps. Questo è stato il problema con la Goldman Sachs. Se la Goldman ha speculato contro quel CDO (Collateralized Debt Obligation) Abacus lo ha fatto grazie agli swaps. Ha preparato pacchettini tossici assortiti e li ha venduti con grandi profitti sapendo che sarebbero scoppiati in mano ai compratori.

Progresso: Ma I CDO sono solo uno dei sempre più complessi e astuti strumenti finanziari che hanno creato montagne di valori cartacei (o elettronico-virtuali), apparentemente senza connessione con il lavoro, la produzione e quello che una volta era il capitalismo industriale…

Tarpley: Esatto. L’altra cosa che dovrebbe essere vietata sono le Collateralized Debt Obbigation (CDO). Abbiamo le ipoteche sulle case, sulle proprietà fondiarie. Ne prendono cinquanta, cento o quel che sia e confezionano un pacchetto che chiamano Mortgage-Backed Security (MBS).
E’ già un derivato finanziario, cioè un valore virtuale che “deriverebbe”, ma è già staccato, da un valore fisico reale. Poi prendono un certo numero di MBS e lo chiamano Collateralized Debt Obbigation (CDO). Quindi, un pacchetto di pacchetti.
Si può arrivare ad un terzo grado di derivati e prendere una quantità di CDO e preparare altri pacchetti conosciuti som Syntethic Collateralized Debt Obbigation (SCDO). Cioè CDO al quadrato, un super derivato. Il legame con economia reale è già sparito da tempo.
Ma non è finita. Sopra a questo si possono mettere insieme varie credit default swaps e confezionare un pacchetto chiamato Structured Investment Vehicles (SIV) e poi giostrare con i vari pacchetti nascondendoli fuori dei bilanci pubblici delle banche che fanno questi giochi letali. Bisogna interrompere questo processo. Abbiamo già vietato i Credit Deafult Swaps, ora bisogna vietare anche i Syntethic Collateralized Debt Obbigation (SCDO). I SCDO hanno distrutto colossi come Bear Stearns, Lehman Brothers e Merrill Lynch. Tre banche distrutte nel corso del 2008, che diavolo aspettiamo?

Progresso: Che dovrebbe fare la Grecia in particolare di fronte a questi giochi titanici?

Tarpley: La Grecia dovrebbe soprattutto vietare i Credit Deafult Swaps. Solo che ne hanno comprati tanti da Goldman Sachs… Per ora è il Far West selvaggio. Le leggi non contano. Di fatto non è vietato niente. Contro gli speculatori vengono fatte rispettare neanche le normali leggi contro il gioco d’azzardo .

Progresso: e allora?

Tarpley: E allora si debbono prendere alcune misure immediate… Per esempio, la Tobin Tax, conosciuta in Inghilterra come la Tassa Robin Hood, anche se quest’ultima è molto limitata. Nell’Unione Europea c’e’ l’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA). Qui, in molti stati americani c’e’ una sales tax, una tassa sulle vendite che è più o meno equivalente. Quelli di Wall Street nelle loro compravendite non pagano niente. Niente di niente. Possono avere un volume di miliardi di miliardi di miliardi al giorno e su questo fatturato non pagano un centesimo. Ed è uno scandalo. Una tassa piccolissima su queste compravendite risolverebbe gran parte dei nostri problemi.

Progresso: Ma ci sono quelli che dicono che una tassa del genere minerebbe le basi del libero mercato…

Tarpley: (Risata). Io vorrei sapere perché quelli di Wall Street insistono nel pretendere un trattamento preferenziale. Perché la compravendita di prodotti fisici, di merci e servizi, l’economia reale che è sottoposta all’IVA non dovrebbe avere lo stesso trattamento che questi signori si arrogano per se stessi? Loro sono privilegiati rispetto a tutti gli altri tipi di merci e servizi. Se io voglio vendere scarpe, cibo, capi di abbigliamento, computer e terreni io pago una tassa, ma se sono un pescecane di Wall Street non pago niente. Non solo non c’e’ nessuna discriminazione contro gli speculatori, ma c’e’ una sovvenzione pubblica per gli speculatori. Perché dovremmo sovvenzionarli?

Progresso: Tu dici che una tassa di questo genere non solo non creerebbe problemi per l’economia produttiva, ma al contrario la rafforzerebbe…

Tarpley: Non c’e’ dubbio. Forse oggi abbiamo dimenticato che nella storia degli Stati Uniti, i derivatives, tutti i derivatives sono stati sempre strettamente vietati, illegali. Dal 1936 con la legge del New Deal fino al 1982 quando questo Ronald Reagan imbevuto di ideologia del laissez faire ha tolto il divieto per i derivatives. Inoltre esisteva dai tempi del New Deal una Stamp Tax, cioè una tassa sul trasferimento di azioni e obbligazioni che era di entità minima 0.5 o 1 percento. E’ durata fino al 1966 – ’67, fino al tempo del presidente Lyndon Johnson che la abolì. Il punto ora è che bisogna ristabilire una Tobin tax,una tassa Robin Hood, una security o financial transfer tax… comunque la volete chiamare. Un percento del fatturato! Se c’e’ un volume di un quadrillion di dollari [un milione di miliardi] di compravendite di titoli all’anno negli Stati Uniti e noi prendiamo l’uno percento, avremmo a disposizione 10 trillions [10 milioni di miliardi]. Il che vuol dire che la crisi del bilancio pubblico svanisce. E, infatti, la crisi del bilancio pubblico negli Stati Uniti è più o meno equivalente alla somma non pagata dal mondo dei pescecani della finanza. Loro pretendono l’immunità. Questi si comportano come l’aristocrazia francese prima della rivoluzione, l’ancien régime: I nobili non pagano le tasse. Oggi gli speculatori ripetono: noi non paghiamo le tasse, voi plebei le pagate.

Progresso: E cosa fare degli hedge funds allora?

Tarpley: Non abbiamo bisogno di queste istituzioni. Le riforme di cui parlo dovrebbero essere realizzate immediatamente sia dall’Unione Europea che dagli Stati Uniti. Bisognerebbe anche vedere se alcuni di questi hedge funds possano essere perseguiti come associazioni a delinquere o usando, ad esempio, lo statuto RICO [Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act]. Certamente bisogna fare qualcosa riguardo alla Goldman Sachs che attualmente è oggetto di un’indagine criminale da parte dell’organismo di controllo americano Securities and Exchange Commission (SEC). Bisognerebbe escluderla da qualsiasi mercato europeo. E fare la stessa cosa con altri gruppi che mostrano questa carica di aggressività antisociale.

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