Aspiranti giudici ma un po’ somari. Oltre il 90% bocciati agli scritti.

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CRONACA
Errori di grammatica e verbi sbagliati nelle prove scritte al concorso
Oltre 4mila hanno consegnato ma solo 342 candidati sono stati ammessi agli orali.

Aspiranti giudici ma un po' somari. Oltre il 90% bocciati agli scritti.
Un paradosso visto il record di domande di partecipazione (43mila)In servizio 322 nuovi magistrati, 58 in meno dei posti da coprire

ROMA
– Verbi sbagliati, errori di grammatica e di ortografia. Un disastro per gli esaminatori che sono inorriditi di fronte a lacune da scuoladell'obbligo e incapacità di coniugare i verbi secondo regole elementari, e hanno respinto oltre il 90 per cento dei candidati aspiranti giudici. Al punto che, nonostante il numero da record dei partecipanti al concorso per l'accesso in magistratura (43mila domande), alla fine sono rimasti scoperti una sessantina dei 380 posti da assegnare.
Una situazione che ha preoccupato la categoria e ha gettato ombre sulla formazione scolastica, universitaria e non solo, visto che la maggiorparte dei candidati non era costituita da semplici neo-laureati, ma da avvocati, giudici onorari, funzionari della pubblica amministrazione, titolaridi dottorati di ricerca e di specializzazioni giuridiche.Questi i drammatici risultati registrati all'ultimo concorso che si è concluso con l'immissione in servizio di 322 nuove toghe, 58 in meno dei postida coprire. Un risultato a dir poco inaspettato tenuto conto del vero e proprio boom di domande di partecipazione che c'era stato, senzaprecedenti nella storia della magistratura. Dell'esercito dei 43mila, ne sono stati ammessi alle prove scritte 18mila.
Oltre 6mila candidati si sonoeffettivamente presentati e poco più di 4mila hanno consegnato tutte e due le prove scritte, il doppio dei precedenti concorsi.Ma nonostante il dato così elevato, gli ammessi agli orali sono stati appena 342, pari all'8,53%. E una ventina di loro alla fine non è riuscita a tagliare il traguardo finale: i vincitori, proclamati dalla Commissione di esami, sono infatti stati 319 e altri 3 – che pur non avendo riportato alcuna insufficienza, non avevano raggiunto la votazione minima prevista – sono stati dichiarati tali con un provvedimento del ministro dellaGiustizia Mastella. Dati preoccupanti che hanno indotto uno dei componenti della commissione d'esame, il giudice della Corte d'appello di Palermo Matteo Frasca, a esprimere “non poche perplessità sul livello medio di preparazione dei partecipanti”, in un intervento pubblicato sul sito del Movimento per la Giustizia. E le lacune riscontrate non sono solo giuridiche :
“La conoscenza della lingua italiana è una pre-condizione per partecipare al concorso, ma alcuni candidati non ce l'avevano” racconta il magistrato.
“Ci siamo trovati a fare la disarmante constatazione che in alcune prove c'erano errori di grammatica e di ortografia, oltre che di forma espositiva, testimonianze evidenti di una mancanza formativa, che non è emendabile”.
“Non faccio esempi per ragioni di riservatezza” prosegue Frasca, “posso dire solo che se il mio maestro delle elementari avesse visto in un miocompito verbi coniugati come in certe prove che ci sono state consegnate, mi avrebbe dato una bacchettata sulle dita”. Tuttavia il giudice Frasca non vede tutto nero: “Abbiamo trovato anche candidati con livelli di preparazione eccellenti” assicura, “punte esaltanti che inducono all'ottimismo”.

la Repubblica.it 6 gennaio 2008
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