Articolo Business Week 5/6/2001

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Articolo tratto dal magazine BusinessWeek del 5 Giugno 2001

Festa mobile
Di Thane Peterson

I Francesi Hanno una Parola per Questo – Imbecille!
Persino un linguista prolisso ed esperto può prendere la tendenza a commettere gaffe. Mon Dieu, è addirittura successo a me

Per quando leggerete questo, dovrei essere a Parigi, abbronzato dal guardare il torneo di tennis Open francese, e piacevolmente rilassato dopo essermi abbuffato di foie gras e Sauternes. Con il dollaro così forte, mi aspetto che molte altre persone stiano programmando di andare in Francia o nelle zone francofone del Canada quest’estate, così ho pensato che avrei condiviso alcuni riflessioni sui tranelli del francese parlato.

Quando viaggiate in qualsiasi paese straniero e non parlate la lingua, ci sono principalmente tre approcci che potete avere. Il primo è rifiutarsi di parlare una lingua che non sia l’inglese. Il problema è che potreste finire col parlare solo ai camerieri, al personale dell’hotel, e agli insegnanti d’inglese – forse non è la ricetta migliore per una vacanza eccitante.

L’approccio radicale è di rifiutarsi di parlare neanche una parola d’inglese, anche se sai a malapena la lingua locale. Questo vi costringerà ad imparare le basi velocemente se non volete dire assolutamente niente, ma è una disciplina dura da mantenere.

La via di mezzo – quella che la maggior parte delle persone sceglie – è di parlare quanto della lingua si può ricordare dal liceo e dai frasari. La teoria qui è che le persone del luogo apprezzeranno qualsiasi tentativo di parlare la loro lingua. M può anche provocare un disprezzo glaciale da qualsiasi cameriere che parli più pidgin-english di quanto voi parliate pidgin-french.

Ho consigliato l’approccio di mezzo, ma con pochi avvertimenti – specialmente quando state visitando la Francia. Il francese è pieno di quelli che sono conosciuti come faux amis, o false friends. Queste sono parole di cui si pensa di conoscere il significato perché esiste una parola simile in Inglese. Ma, certamente, è un tranello perché la parola in realtà significa qualcosa di terribilmente imbarazzante in francese. Forse il classico false friend in francese è la parola baiser. Come nome, è un innocente – persino dolce – parola che significa “bacio”, o “abbraccio“. Ma se vi capita di usarla come un verbo, diventa un termine volgare per l’atto sessuale – tradotto in inglese, inizierebbe con la lettera “f”.

CIAMBELLA SOLIDARIETA’. Ci sono tanti altri, meno famosi, false friends in francese che possono essere altrettanto infidi. Una volta ho conosciuto una donna canadese anglofona che, avendo diligentemente studiato il francese per tre quarti della sua esistenza, ad un pranzo con invitati informò che preferiva che il suo pane fosse sans preservatifs, pensando che significasse “senza conservanti” (1). Sfortunatamente per lei, preservatif in francese sta per preservativo. (Non posso resistere dal menzionare forse il più famoso tradimento di un false friend che ci sia mai stato – questa volta in tedesco. Ricordate quando il Presidente Kennedy mostrò la sua solidarietà ai cittadini assediati di Berlino dicendo le commoventi parole, “Ich bin ein Berliner” o “Sono un berlinese”? Bene, in tedesco un berliner è anche una ciambella.)

Se non sapete niente della lingua, raccomando decisamente di non ripetere semplicemente frammenti di francese che avete sentito in TV o nei film. E’ molto improbabile che avrete un buon servizio al ristorante, per esempio, se schioccate le dita e urlate, “Garçon, garçon.” Ho effettivamente sentito dei turisti americani fare questo, apparentemente ignari che garçon significasse “ragazzo” in francese. L’abitudine di chiamare i camerieri così, se era molto comune in Francia, risale ad un’epoca notevolmente meno egualitaria della nostra di oggi.

Anche se riuscite a parlare un po’ di francese, non lasciate che il trionfo di ciò vi dia alla testa. Una volta, uno dei miei capi mi ha portato fuori a pranzo in un ristorante francese di New York ed ho fatto un grande show facendo in francese un dibattito con il cameriere sulla scelta di un vino. Le mie pretese furono scoraggiate quando venne il momento per me di assaggiare il Burgundy che avevamo scelto ed il cameriere mi sussurrò all’orecchio (gentilmente, non abbastanza forte da far sentire al mio capo), “Il signore vorrebbe togliere il suo chewing gum prima di assaggiare il vino?”

CRISI DEL GAS. Il che ci porta all’argomento di tutti i false friends inglesi nella lingua francese. Al contrario di quel che l’Académie Française, il custode ufficiale della lingua francese, vi abbia fatto credere, un mucchio di parole inglesi si sono insinuate nel francese. La difficoltà qui è che la parola inglese viene pronunciata come se fosse francese. Le chewing gum nella fattispecie. In Francia, se volete che il commesso del negozio capisca cosa intendete, fareste meglio a pronunciarlo”le shoeing gome.” Le shampooing è un altro esempio. Significa shampoo in francese, ma come ho scoperto l’ultima volta che ho provato a comprarne un po’, non è pronunciato shampooing in francese. E’ meglio dire qualcosa come shom (rima con bomb) poing (pronunciato un po’ come po-hang) se volete ritrovarvi con il prodotto giusto. Sulla seconda idea, se avete bisogno dello shampoo, sarebbe meglio indicarlo.

L’altra difficoltà con i false friends inglesi è che ce ne sono diversi nel francese francese e nel francese canadese. In Quebec, diciamo, molte persone dicono ancora fin de semine invece di le weekend, come fanno in Francia. E nello slang franco-canadese, mon chum significa “il mio ragazzo” e ma blonde significa “la mia ragazza”. Comunque, se siete in un ristorante parigino e dite qualcosa come, “Je vous present mon chum,” è dubbio che molte persone capiscano che stiate presentando il vostro ragazzo.

Persino una volta che iniziate ad avere un francese abbastanza fluente, ho constatato che è facile rendersi ridicoli se vi dimenticate di prestare molta attenzione al contesto in cui vengono dette le cose. Ho imparato questa lezione quando un weekend sono andato fuori a sciare nelle montagne dello Jura nell’est della Francia con la mia ragazza francese e tanti membri della famiglia di nostri conoscenti. Come qualsiasi tipica teenager, la figlia di 14 anni, Dorothée (pronunciato door-o-tay), continuava a dire cose buffe e bonariamente inappropriate, e sua madre continuava a risponderle, “Arrete, Dorothée,” che significa, “Smettila, Dorothée.” Io, comunque, ho sentito questo come arrete de roter, che in francese sta per “smettila di ruttare.” E’ successo così spesso che alla fine ho chiesto alla madre se la figlia avesse davvero problemi di gas o se ruttasse tutto il tempo solo perché era annoiata.

“Fa quello?” la madre chiese allarmata, chiaramente sorpresa che una delle sue figlie potesse fare qualcosa di così ineducato. Fortunatamente, il fraintendimento fu chiarito prima che la figlia ricevesse un rimprovero immeritato.

LA FAVOLA DELLA CITTA’. Il mio ultimo consiglio: non importa in quale paese straniero vi capiti di viaggiare, non supponete che tutti stiano parlando di voi. Forse perché pochi americani parlano fluentemente qualche lingua straniera, è comune per noi sentire qualche pezzetto d’oltremare e presumere che stiamo venendo insultati. Perché sia così, non lo so, ma può avere conseguenze disastrose.

Una volta stavo cenando in un ristorante a Ginevra con due donne svizzere che avevo incontrato due mesi prima mentre sciavo in Francia. Parlammo continuamente in francese di ogni tipo di cose insignificanti ed ero così preso che a malapena notai che la famiglia americana che stava cenand o al tavolo accanto si alzò e si diresse verso la porta. Potete immaginare il mio stupore, quando il marito, un uomo sulla quarantina che sembrava nella media, si girò, tornò al nostro tavolo e si rivolse ad una delle donne con le quali stavo cenando.

“Parla inglese?” chiese lui, e lei rispose che lo parlava.

“Bene,” disse lui. “Perché abbiamo sentito cosa avete detto degli Stati Uniti, e pensiamo che lei sia una b—-.[usando una parola volgare per cagna].”

Ora. Non saprò mai cosa quell’uomo pensasse di aver sentito perché corse via prima che mi riprendessi abbastanza da chiederglielo. In seguito rividi la nostra conversazione centinaia di volte, ma né io né le due signore dicemmo qualcosa che avesse potuto offendere qualcuno. Chiaramente lui non aveva nemmeno idea che io fossi americano. L’uomo aveva semplicemente frainteso qualcosa. La lezione qui è quel che la mia nonna soleva dire: “Non ti preoccupare di quel che la gente potrebbe stare dicendo sul tuo conto. E’ probabile che non stiano affatto parlano di te.” E questo è valido in ogni lingua.



NOTE ALLA TRADUZIONE:

(1) Conservanti = preservatives in inglese.


Traduzione dall’inglese a cura di Francesca Cammarano.
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