Arrigo Castellani

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Addio Arrigo Castellani

Studioso innamorato della lingua italiana

di Letizia Cini

In molti lo ricordano per le sue proposte provocatorie, fra il serio e il faceto, di tradurre in italiano parole straniere, senza ricorrere all’inglese. Incurante del risultato, aveva prospettato adattamenti come “fubbia” per “smog”, “vendistica” per “marketing” e “guisco” per “whisky”. Ma l’opera di Castellani ha ben più ampio e solido fondamento.

… Linguista di fama, Arrigo Castellani (originario di Empoli) era socio dell’Accademia della Crusca dal 1957 e Accademico dal 1972; professore ordinario di Filologia romanza e di Storia della lingua italiana nelle Università di Friburgo in Svizzera e di Roma (successore di Alfredo Schiaffini), a Firenze aveva “ereditato” la cattedra di Bruno Migliorini. “Sono memorabili i suoi studi (1952) che hanno tracciato il profilo del fiorentino tra gli altri dialetti della Toscana antica, seguiti da numerosi altri studi sull’evoluzione del fiorentino che diventava via via lingua italiana….il ricordo di Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca – Il rigore è stato fondamentale negli studi di linguistica italiana, il rigore con il quale ha individuato e descritto le strutture fonologiche del fiorentino come base dell’italiano”. E’ recente l’apparizione di un corposo volume di “Grammatica storica della lingua italiana”, prima parte di un’impresa più vasta: ha inoltre fondato la rivista “Studi linguistici italiani”. Maestro riconosciuto nel campo della storiografia linguistica italiana, il professor Castellani si è spento in una clinica fiorentina all’età di 83 anni. Studioso della lingua delle origini, ha dato un fondamentale contributo di conoscenza nel settore, facendosi scopritore ed editore di testi medievali, in particolare toscani. Socio dell’Accademia della Crusca, nei dibattiti ha sempre fatto valere il principio di un purismo funzionale in qualche modo accostabile al neopurismo di Bruno Migliorini.

(Da La Nazione, 12/6/2004).

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