Arrestati, diritto al traduttore

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Primo via libera del Parlamento europeo alla direttiva che garantisce un processo equo in tutti i paesi membri dell’Ue.

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo ha dato oggi il suo primo via libera a un progetto di direttiva che mira a garantire i diritti degli arrestati in qualsiasi paese membro dell’Ue.

Seconda la normativa proposta dall’esecutivo comunitario lo scorso mese, tutti i sospetti dovranno avere a disposizione una traduzione scritta nella propria lingua madre dei capi d’accusa, dell’ordine di detenzione e di tutti i documenti rilevanti, incluse le prove del crimine.

“Sono lieta che il Parlamento europeo condivida l’obiettivo della Commissione di garantire processi equi – ha dichiarato Viviane Reding, commissaria europea per la giustizia -. E’ importante avere un approccio globale, che rispetti in pieno la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.

Oltre alle traduzioni, la direttiva, che dovrà essere approvata a maggio dalla plenaria dell’europarlamento e dai governi dei Ventisette, prevede che l’arrestato abbia a disposizione un traduttore personale durante ogni colloquio con la polizia e i giudici.

“Senza questi standard minimi – si legge in un comunicato di Bruxelles – le autorità giudiziarie nazionali non sarebbero disposte a far processare un imputato in un altro paese”. Di conseguenza queste misure permetteranno anche “la piena applicazione del mandato di arresto europeo” e delle procedure si estradizione, che “nel 2007 hanno riguardato circa 11mila persone”.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplr … 4&sezione=




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