Appello del mondo accademico (italiano e tedesco) per la difesa dei toponimi italiani in Alto Adige.

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Appello del mondo accademico (italiano e tedesco) per la difesa dei toponimi italiani in Alto Adige.

Redazione Trento.

Gentile Direttore,

a nome dei 48 docenti firmatari mi permetto di inviarle in allegato l’appello rivolto alle massime Istituzioni del nostro Paese – a cominciare dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella -, per salvare la secolare dizione italiana della toponomastica bilingue italiano-tedesca in Alto Adige.
Tale dizione riguarda migliaia di nomi italiani che sono protetti dalla Costituzione, dallo Statuto speciale di autonomia altoatesina e dall’Accordo De Gasperi-Gruber del 1946. Contro il rischio della grave violazione illustrata nell’appello, s’è mobilitato il mondo accademico non solo italiano, ma anche tedesco, a testimonianza che la cultura e il diritto non hanno confini quando sono in gioco valori così importanti.
Dal numero e dalla qualifica dei firmatari, che rappresentano soltanto una piccola parte delle adesioni in arrivo continuo dalle Università di tutta Italia e dal mondo accademico tedesco, lei stesso potrà giudicare il rilievo, l’urgenza del tema e la richiesta contenuta nell’appello.
Si chiede alle Istituzioni di intervenire per fermare in tempo il tentativo già in corso, perché non siano toccati e, meno che mai eliminati, migliaia di nomi di luogo italiani condivisi da decenni in Alto Adige, violando i principî della Costituzione e il diritto alla libertà di parola e di espressione.
Si chiede di salvaguardare il “bene collettivo” della lingua italiana, “che è la lingua ufficiale dello Stato” -come ribadisce lo stesso Statuto speciale altoatesino-, e la civiltà del bilinguismo paritario italiano-tedesco in Alto Adige: un ponte esemplare nell’Europa dei nuovi muri.
Grata per quanto potrà diffondere questo pubblico appello, resto a disposizione per qualunque informazione.
Maria Giovanna Arcamone – *prof. ordinario, Filologia germanica, Università di Pisa

Appello del mondo accademico italiano e tedesco per salvare i nomi italiani della toponomastica bilngue in Alto Adige.

Al Signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

A tutte le Istituzioni del Governo, della Corte Costituzionale e della Provincia autonoma di Bolzano
«Venuti a conoscenza che è in esame da parte della Commissione paritetica Stato/Provincia autonoma di Bolzano detta dei Sei una ipotesi di norma di attuazione che prefigura la messa in discussione del pieno diritto dei cittadini italiani di riconoscersi, utilizzare e tramandare il proprio ricco e vasto patrimonio di migliaia di nomi di luogo in lingua italiana in Alto Adige, così come hanno fatto finora e per decenni. Tale norma di attuazione violerebbe gravemente i principi della Costituzione e l’obbligo del bilinguismo italiano-tedesco sancito da leggi costituzionali, da sentenze della Corte Costituzionale e dall’Accordo De Gasperi / Gruber del 1946. Un Accordo che è alla fonte dell’autonomia speciale in Alto Adige, basata sul principio di assoluta e inderogabile parità linguistica fra i gruppi conviventi;
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preso atto che è già avviato un contestuale e controverso iter legislativo nel Consiglio provinciale di Bolzano, che si uniformerà ai criteri già all’esame della suddetta Commissione dei Sei, i quali criteri risulterebbero palesemente contrari alla lettera e allo spirito della Costituzione;
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rilevato che lo Statuto di autonomia altoatesino definisce con chiarezza il quadro normativo entro cui riconoscere la potestà legislativa provinciale sulla toponomastica, ossia “fermo restando l’obbligo della bilinguità nel territorio della Provincia di Bolzano”; e ancora: “Nella Provincia di Bolzano le amministrazioni pubbliche devono usare, nei riguardi dei cittadini di lingua tedesca, anche la toponomastica tedesca, se la legge provinciale ne abbia accertata l’esistenza ed approvata la dizione”. Alla Provincia spetta dunque il compito (art. 101 e 102 dello Statuto) di dare ufficialità ai toponimi tedeschi e ladini, come espressamente stabilito dalla norma, e non già di sopprimere o limitare i toponimi italiani esistenti e in vigore da quasi 100 anni. Oltretutto l’italiano è “la lingua ufficiale dello Stato”, secondo quanto ribadito proprio e sempre dallo stesso Statuto di autonomia altoatesino;
Sottoscritti si rivolgono con urgenza alle massime autorità della Repubblica italiana e alle Istituzioni della Provincia autonoma di Bolzano consapevoli del valore insopprimibile del bilinguismo paritario, affinché fermino in tempo il tentativo che si rivela di esclusiva natura politica e privo di qualsiasi serio appiglio storico. Un tentativo gravemente lesivo della Costituzione e dei principî dell’ordinamento, nonché del ruolo della lingua italiana, lingua della Repubblica, e del suo valore culturale e comunicativo riconosciuto, studiato e insegnato anche a livello internazionale.
I toponimi, tanto italiani quanto ladini e tedeschi, costituiscono un “bene collettivo” che deve potere essere condiviso e salvaguardato come espressione più alta della cultura e delle identità presenti in Alto Adige. Il bilinguismo grafico ed esteriore non solo aiuta la convivenza, ma è anche un mezzo efficace nel favorire una reale ed effettiva intercomprensione fra le comunità presenti nel territorio, sollecitandole alla mutua conoscenza linguistica, e con ciò assolve pienamente a una funzione civica, istituzionale e pedagogica. La civiltà del bilinguismo paritario è un ponte esemplare nell’Europa dei nuovi muri.
Ogni soppressione totale o parziale di toponimo in lingua italiana, ogni ipotesi di cancellare in parte o pesantemente nomi protetti dalla Costituzione rappresenterebbe, inoltre, anche la negazione del diritto alla libertà di parola e di espressione dei cittadini italiani e di chiunque al mondo desiderasse liberamente continuare ad indicare e a pronunciare in italiano nomi di luogo che fanno parte della Repubblica italiana e della sua radicata storia plurilingue in Alto Adige».

Claudio Marazzini, Presidente dell’Accademia della Crusca, prof. ordinario, Storia della lingua italiana e Linguistica italiana, Università del Piemonte orientale.
Francesco Sabatini, prof. em., Storia della Lingua italiana, Università di Roma, Presidente onorario dell’Accademia della Crusca.
Max Pfister, prof. em., Romanistik, Università di Saarbrücken (Germania); Fondatore e Direttore del Lessico Etimologico Italiano (LEI), Membro straniero della Accademia dei Lincei (Roma), dell’Institut de France (Parigi), Presidente della Commissione del Vocabolario della Svizzera italiana.
Dieter Kremer, prof. ordinario, Romanistische Sprachwissenschaft, Università di Treviri (Germania); Vorsitzender der deutschen Gesellschaft für Namenforschung / Presidente della Società tedesca di Studi onomastici.
Mirko Tavoni, prof. ordinario, Storia della lingua italiana, Università di Pisa; Vincitore dello Humboldt-Forschungspreis della Freie Universität Berlin.
Luca Serianni, prof. ordinario, Storia della lingua italiana, Università di Roma – La Sapienza; Accademico della Crusca e membro del Direttivo.
Marianne Hepp, Präsidentin des Internationalen Deutschlehrerinnen- und Deutschlehrerverbands (IDV) / Presidente dell’Associazione Internazionale dei Docenti di Lingua Tedesca, prof. associato, Università di Pisa: insegna Lingua e Traduzione – Lingua tedesca.
Wolfgang Schweickard, prof. ordinario, Romanische Philologie, Università del Saarland (Germania); Curatore della Zeitschrift für romanische Philologie, Direttore del Deonomasticon Italicum (DI) e del Dictionnaire Étymologique Roman (DÉRom).
Aldo Menichetti, prof. em., Filologia romanza, Università di Friburgo (Svizzera); Vicepresidente della Accademia della Crusca e membro del Direttivo, Direttore della rivista Studi di filologia italiana.
Paola Bianchi De’ Vecchi, prof. ordinario, Linguistica italiana; già Rettrice dell’Università per stranieri di Perugia e membro del Direttivo della Società dei Filologi della Letteratura Italiana (SLFI).
Volker Kohlheim, docente, Letteratura tedesca e inglese, Specialista di Onomastica, Bayreuth (Germania).
Donatella Bremer, prof. associato, Storia della lingua tedesca, Università di Pisa; Segretaria dell’Associazione internazionale Onomastica e Letteratura (Pisa).
Edoardo Blasco Ferrer, prof. ordinario, Filologia e Linguistica romanza, Università di Cagliari.
Piero Fiorelli, prof. ordinario, Storia del diritto italiano, Università di Firenze, Accademico della Crusca.
Marina Foschi, prof. associato, Lingua e traduzione – Lingua tedesca, Università di Pisa; già membro del Beirat Germanistik – Deutscher Akademischer Austauschdienst (DAAD,Bonn, Germania)/Commissione per la Germanistica – Servizio tedesco per lo scambio accademico.
Franco Fanciullo, prof. ordinario, Glottologia e Linguistica, Università di Pisa; Direttore della rivista Italia dialettale.
Maria Giovanna Arcamone, prof. ordinario, Filologia germanica, Università di Pisa.
Federigo Bambi, prof. associato, Storia del diritto italiano medievale e moderno, Università di Firenze; Accademico della Crusca.
Giorgio Baroni, prof. ordinario, Letteratura italiana moderna e contemporanea, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Direttore della Rivista di letteratura italiana.
Anna Bellio, prof. associato, Letteratura italiana, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano.
Enzo Caffarelli, Direttore della Rivista italiana di onomastica (RIOn), Roma.
Rita Caprini, prof. ordinario, Glottologia e Linguistica, Università di Genova.
Laura Cassi, prof. ordinario, Geografia, Università di Firenze; Vicepresidente della Società di Studi Geografici.
Marina Castiglione, prof. associato, Linguistica italiana, Università di Palermo.
Vittorio Coletti, prof. ordinario, Storia della lingua italiana, Università di Genova; Accademico della Crusca e membro del Direttivo.
Giovanna degli Avancini, Presidente Regionale FAI – Fondo Ambiente Italiano per il Trentino.
Davide De Camilli, prof. associato, Letteratura e critica italiana, Università di Pisa.
Massimo Fanfani, prof. ordinario, Linguistica italiana, Università di Firenze; Accademico della Crusca e membro del Direttivo.
Elisabetta Fazzini, prof. ordinario, Filologia germanica, Pescara; Direttore del Centro Universitario di Studi sui Dialetti Tedeschi (CUSDiT).
Lamberto Laureti, prof. ordinario, Geografia, Università di Pavia.
Simona Leonardi, prof. associato, Filologia germanica, Università di NAPOLI- Federico II.
Maria Pia Marchese, prof. ordinario, Glottologia e Linguistica, Università di Firenze.
Carlo Alberto Mastrelli, prof. ordinario, Glottologia e Linguistica, Università di Firenze; Accademico della Crusca.
Bruno Mazzoni, prof. ordinario, Lingua e Letteratura romena, Università di Pisa.
Alberto Nocentini, prof. ordinario, Glottologia e Linguistica, Università di Firenze.
Vincenzo Orioles, prof. ordinario, Linguistica generale, Università degli Studi di Udine.
Alessandro Parenti, prof. associato, Glottologia e Linguistica, Università di Trento.
Marinella Pasquinucci, prof. ordinario, Topografia antica, Università di Pisa; docente nella Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, Firenze.
Adriano Peroni, prof. ordinario, Storia dell’Arte medievale, Università di Firenze.
Silvia Pieroni, prof. associato, Glottologia e Linguistica, Università per Stranieri, Siena.
Leonardo Rombai, prof. ordinario, Geografia, Università di Firenze; Presidente Italia Nostra – Sezione di Firenze.
Cecilia Robustelli, prof. associato, Linguistica italiana, Università di Modena – Reggio Emilia.
Giovanni Ruffino, prof. ordinario, Linguistica italiana, Università di Palermo, Presidente del Centro di Studi filologici e linguistici siciliani.
Luigi Surdich, prof. ordinario, Letteratura italiana, Università di Genova.
Giuseppe Sergi, prof. ordinario, Storia medievale, Università di Torino; Centro italiano per lo studio dell’Alto Medioevo, Spoleto.
Mauro Tulli, prof. ordinario, Lingua e Letteratura greca, Università di Pisa, Presidente della Consulta per il Greco (CUG).
Giovanni Uggeri, prof. em., Topografia antica, Università di Roma – La Sapienza.
Letizia Vezzosi, prof. associato, Filologia germanica, Università di Firenze.
(Da lavocedeltrentino.it, 13/10/2016).

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