Appello a difesa della libertà di insegnamento

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Al Magnifico Rettore e agli organi di Governo Politecnico di Milano 

Appello a difesa della libertà di insegnamento 

I sottoscritti, docenti e ricercatori del Politecnico di Milano 

Premesso che:

1) Il Senato Accademico e il Consiglio di amministrazione, rispettivamente nelle sedute del 
15.12.2011 e del 20.12.2011, hanno approvato le Linee strategiche di Ateneo 2012-2014; 
2) A seguito di tale approvazione, nella seduta del 23.01.2012, il Senato Accademico ha deliberato le
prime azioni sull’internazionalizzazione dell’Ateneo, predisponendo le risorse per farvi fronte, al 
fine di rendere obbligatorio – senza alternative – l’insegnamento nella lingua inglese di tutti i corsi 
di Laurea magistrale, a partire dall’A.A. 2014; 

Considerato che:
1) tali provvedimenti, nella parte in cui impongono l’uso esclusivo della lingua inglese per 
l’erogazione dei corsi di laurea magistrali, comprimendo la libertà di scelta di docenti e studenti e 
il pluralismo dell’offerta formativa, appaiono in palese contrasto con l’art. 33 della Costituzione, a 
tenore del quale “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”; 
2) essi risultano altresì lesivi del fondamentale principio di uguaglianza, di cui all’art. 3 della 
Costituzione, nella misura in cui introducono surrettiziamente un criterio di discriminazione su 
base linguistica, con effetti sicuri, anche se non del tutto prevedibili e governabili, sulle carriere del
personale docente e su quelle degli studenti; 
3) sotto diverso ma non meno importante profilo, le delibere in oggetto sono, all’evidenza, illegittime 
per violazione dell’art. 271 del r.d. del 31 agosto 1933 n. 1592, il quale dispone che “la lingua 
italiana è lingua ufficiale dell’insegnamento e degli esami in tutti gli stabilimenti universitari”. Tale
norma, pur a fronte delle molteplici riforme che hanno interessato l’Università e che hanno 
certamente portato al superamento di molte delle disposizioni ivi contenute, non è mai stata 
abrogata ed è certamente norma ancora oggi vigente – e, anzi, rafforzata – dalle molte riforme 
dell’università sopravvenute, con le quali si prevede che la conoscenza della lingua italiana sia 
presupposto indefettibile per l’accesso all’università e per l’ottenimento di qualsivoglia titolo 
universitario (così il d.m. 270/04); 
4) le delibere contestate finirebbero per stravolgere il senso dell’art. 2, comma 2, lett. l) della legge
240/10, il quale, nel promuovere l’internazionalizzazione dell’Università, mira a promuovere 
l’integrazione fra le culture – e non ad imporne una, peraltro non la propria, a scapito delle altre – e 
non a comprimere ma ad ampliare l’offerta formativa; 
5) né sembra condivisibile l’idea che ciò sia fatto in nome della qualità e dell’eccellenza, essendo, al
contrario, evidente che l’insegnamento nella lingua madre – e talora l’italiano e non l’inglese è 
madre non solo dei docenti ma anche della materia insegnata – sia di qualità superiore, per ovvie 
ragioni, di quello impartito in una lingua diversa; 

Per tutte queste ragioni, i sottoscritti docenti del Politecnico di Milano 

invitano 

codesta Amministrazione a non dare ulteriore seguito alle delibere adottate e, previa sospensione 
dell’efficacia delle stesse, a revocarle in parte qua. 
Con riserva, in mancanza, di tutelare i propri diritti e interessi presso le competenti sedi. 

Milano, 25 aprile 2012 

Segue l’elenco dei 285 docenti e dei ricercatori firmatari.

 

L’appello in inglese.




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