Apertura dell’anno accademico dell’Humanitas university: solo il ministro Giannini e il sindaco Pisapia parlano in italiano.

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La Lingua.

La scelta naturale dell’Inglese per (quasi) tutti.

di Federica Cavadini.

Non soltanto lezioni in inglese all’Humanitas university. Ieri l’italiano è stato accantonato anche alla cerimonia di apertura dell’anno accademico. Switch to english, passare all’inglese, l’ordine di scuderia del presidente e fondatore dell’ospedale e del suo ateneo, Gianfelice Rocca. Lui per primo ha presentato il suo intervento dalla prima all’ultima parola in inglese, lo stesso dopo di lui ha fatto il rettore Marco Montorsi. E anche il ministro Giannini ha attaccato con i suoi saluti alla youngest university, il più giovane ateneo del Paese, in un inglese fluido con pronuncia da madrelingua, poi il suo intervento da ministro di Istruzione, Università e Ricerca ha scelto di tenerlo in italiano e nella città che ha lanciato, al Politecnico, la sfida sull’inglese lingua di ateneo ha ribadito la sua posizione sul tema: «L’inglese? Naturale in questo contesto, (di università scientifica, di medicina) ma la lingua è anche questione di identità e cultura». Prima cerimonia accademica in inglese allora, per tutti i relatori, sindaci esclusi, in italiano anche il saluto di Pisapia. La platea certo parlava inglese, dall’ospite, il medico newyorchese Seth Berkley, ai professori, la faculty, sempre più internazionale, agli studenti che nel campus di Rozzano studiano in inglese. Una nota, ieri, lanciato lo switch to english, pochi hanno ritirato le cuffie con la simultanea .
(Dal Corriere della Sera, 25/11/2015).

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