Antonio Calabrò a "Prima Pagina"

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Antonio Calabrò, direttore dell’agenzia APCOM, conduttore a “Prima Pagina” il 3/10/2004:

Calabrò: … ancora una domanda e una risposta breve… Pronto !

Clerici: Buongiorno, Ranieri Clerici da Roma. Un po’ per alleggerire …Felicissimo per il riconoscimento di “Time” al nostro modo di mangiare, la difesa del “palato” italiano dal cibo di plastica! Perché allora essere proprio noi a “plastificare” la nostra lingua italiana. L’”Idioma”, intendo, il “Parlato” come il … “Palato”! Non dice forse, piuttosto che sleeeuffùud (pseudo pronuncia di slow-food – nota tdc), il “mangiar ad-agio”, la sapienza secolare che vede nella “lentezza del gustare” il presupposto del godimento ? E perché … bipaaaàrtizan o bàipaaatizan ? quando non “bipàrrrrtizan” con la erre da segheria !!

I veri conoscitori dell’Inglese , gli “interpreti”, non fanno di queste “scemate” !

Si comincia così e si finisce con la scomparsa delle Lingue …..

Calabrò: Lei ha perfettamente ragione ! Le aggiungo un’altra cosa: quelli che dicono plaàss o màjnus dimenticando che sono due termini “latini”! ( plus e minus ; nota tdc). D’accordo ! mangiare adagio ! e le lasagne , invece dell’Hamburger con un panino di plastica ! E delle fettuccine col pesce ! E così via continuando …. Ci sono, d’altra parte delle indicazioni dietetiche abbastanza importanti che dicono come il “nostro” mangiare ad-agio e “mangiare italiano”, godersi la tavola come dato culturale sìano apprezzati sempre di più nel mondo. Io credo che Petrini abbia usato il termine “slow-food” in contrapposizione polemica al “fast-food” con un filo d’ironia. Epperò, al di là di Carlo Petrini e del riconoscimento di “Time”, rimane – ha ragione Lei! – un “bisogno” : quello di non fare i provinciali ! E fare i provinciali significa …. “inglesizzare” le parole; infarcire la nostra Lingua di vocaboli inglesi. Alcuni son diventati indispensabili: “Bus”, per esempio (che non è il …. Bàs ), è un pezzo della “nostra” lingua ! “Film” … e così via continuando. E però la smània di chiacchierare continuamente con termini inglesi e con linguaggi settoriali (quello dell’Economia, quello della Pubblicità, quello della Comunicazione, quello del … Ménegement cioè della “Gestione Aziendale” … e così via di questo passo è una smania che ci rende tutti più poveri. Niente di più sgradévole di un linguaggio fintamente per addetti e che rivela una profonda povertà culturale. Noi abbiamo spesso parlato, in questi giorni, di “identità di un sistema aperto”, di identità da protéggere: e, però, quell’identità la si protegge salvaguardando le proprie radici, la propria memoria e, dunque, forti di “questa” identità, aprendosi agli “altri”. E per aprirsi agli altri non è necessario scimmiottare altre Lingue! Anche quando la Lingua è dominante come l’Anglo-Americano !

E con questa osservazione chiudiamo il nostro chiacchierare per questa settimana.

(Trascrizione di Carlo Geloso).

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