Ancora sul brevetto unico europeo in inglese, francese, tedesco.

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La Lente.

Brevetto Ue in tre lingue (senza l’italiano) Roma dice sì.

di Ivo Caizzi.

Il governo italiano intende sottoporre al Parlamento la sua intenzione di aderire al Brevetto europeo. Lo ha annunciato a Bruxelles il sottosegretario per le Politiche comunitarie Sandro Gozi. Finora l’Italia è rimasta fuori insieme alla Spagna per opporsi all’uso del trilinguismo (inglese, francese e tedesco), voluto da Germania e Francia per tutelare le loro lingue nazionali e fornire un vantaggio competitivo ai rispettivi sistema-Paese. Berlino e Parigi hanno ottenuto il consenso di molti Paesi con le lingue escluse dal brevetto facendo introdurre fondi Ue per compensare i costi di traduzione. Da allora la Confindustria di Giorgio Squinzi, che inizialmente sosteneva la proposta più economica e competitiva con l’uso solo dell’inglese, ha iniziato a premere su Palazzo Chigi per ottenere l’adesione. I contributi Ue per le traduzioni sono stati ritenuti più allettanti della difesa della lingua di Dante. Ma, nonostante lappoggio alla linea confindustriale e dell’asse franco-tedesco dell’allora commissario Ue all’Industria Antonio Tajani, i precedenti governi hanno resistito. Ora il premier Renzi intende accogliere le pressioni di Germania e Francia, se anche il Parlamento considererà i rimborsi Ue prioritari rispetto alla tutela dell’uso dell’italiano in Europa nell’interesse del sistema- Paese.
(Dal Corriere della Sera, 29/5/2015).

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