Anche “selfie” nello Zingarelli 2015.

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Selfie è la parola dell’anno. A pronunciarsi è il sondaggio indetto da Repubblica.it.

La voce è entrata nella nuova edizione del vocabolario Zingarelli 2015.

Selfie è la parola dell’anno.A pronunciarsi è il sondaggio indetto da Repubblica.it (http://www.repubblica.it/cultura/2014/12/29/news/parola_dell_anno_2014_repubblica-103885441/?ref=HREC1-10) a cura di Massimo Arcangeli, linguista docente universitario, consulente scientifico della Dante Alighieri, curatore dell’Osservatorio della lingua italiana Zanichelli. La voce è entrata quest’anno nel vocabolario della lingua italiana Zingarelli 2015. Il sondaggio è stata una rilevazione aperta a tutti, non basata su un campione elaborato scientificamente. Ha quindi l’unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione su un tema di attualità. Selfie, come recita la scheda lessicografica dello Zingarelli, è la “foto scattata a sé stessi specialmente con uno smartphone o una webcam, per lo più per condividerla sui social network”. È stata la più votata tra 12 voci selezionate dal sito di Repubblica.it, ottenendo il 21% delle preferenze. Quello che una volta era l’autoscatto, si è imposto su neologismi di strettissima attualità come Jobs Act, Califfato, Ebola e Grande Bellezza. Segno dei tempi se alle manovre economiche, alla politica internazionale, all’attualità e all’Oscar di Sorrentino, si preferisce una foto col cellulare.
Ma il vocabolario della lingua italiana Zingarelli 2015 registra ogni anno le novità linguistiche che l’attualità, le innovazioni culturali portano al nostro idioma. Oltre a “SELFIE”, nell’ultima edizione del dizionario sono entrati:”lo SVAPARE”,la nuvola di fumo delle “E-CIGARETTE (le sigarette elettroniche). Il “REDDITEST” (software che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti perché possano autovalutare, la congruenza del reddito dichiarato con i beni posseduti e i servizi fruiti), la spesa “SPALMABILE” e il “WEDDING PLANNER” (l’organizzatore dei matrimoni). Nel vocabolario anche le nuove psicosi: l’”ETEROFOBIA” (l’avversione, ostilità per tutto ciò che è altro, diverso, alternativo. Anche l’avversione per l’eterosessualità e gli eterosessuali) e la “NOMOFOBIA” (timore ossessivo di non poter disporre del telefono cellulare). E modi di dire come “LABBRUTO” (chi ha le labbra pronunciate), “EMPATIZZARE”, “SVIRGOLATA”, “SFOLTITURA”, “SFATICATA”, “TRASPIRANTE”, lo “SCOUTING”.
(Fonte ilvelino.it, 30/12/2014).




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