Anche Sartori ci ha lasciato un grande e libero politologo.

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Diversamente dalla miriadi di politologi prezzolati, Sartori era uno dei pochissimi politologi italiani che era d’accordo sulla necessità di una lingua federale europea ma, diceva, “Sono isolato, gli altri sono organizzati in mafie professionali”, in quell’occasione replicai meravigliato con “UE: Caro Sartori, i Radicali parlano di economia linguistica e lingua federale europea da decenni.” al suo articolo del 2012 sul Corriere, dove sosteneva che nessun politico prendeva in considerazione quella, fondamentale, conditio sine qua non linguistica.
Avevo sentito Giovanni Sartori l’ultima volta nel 2014 per organizzare un convegno-seminario che, il Sottosegretario Sandro Gozi , aveva detto a me, Marco Beltrandi e Marco Pannella di voler realizzare ma che poi, come uno dei soliti politici la cui parola vale il tempo che trova, non aveva più voluto realizzare.
Un acume, quello di Giovanni Sartori, certamente fuori dalla norma partitocratica di regime e del quale gli spiriti liberi ed indipendenti sentiranno molto la carenza.




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