Anche in Europa fedeli sotto tiro

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Il rapporto.
Sono almeno 80 gli incidenti documentati di discriminazione

DA BRUXELLES
GIOVANNI MARIA DEL RE

L’84% degli atti di vandalismo in Francia nel 2010 sono stati diretti contro siti cristiani, secondo dati del ministero degli Interni di Parigi. E nel 2006 il 48% dei sacerdoti è rimasto vittima di qualche forma di violenza nel Regno Unito. Nello stesso Paese, in un`indagine del 2011 il 74% degli intervistati ha affermato che «vi è più discriminazione negativa nei confronti dei cristiani contro persone di altre fedi». Sono solo alcuni dati diffusi ieri nel corso del Semina- rio sulla discriminazione contro i cristiani in Europa, organizzato al Parlamento europeo a Bruxelles, per il secondo anno, dal segretariato della Comece insieme ai gruppi europarlamentari dei Riformisti europei (Ecr) e dei Popolari.

Martin Kugler, dell`Osservatorio sull`intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa (Vienna) ha illustrato un rapporto preparato già lo scorso febbraio dal suo organismo in cui si parla di «80 incidenti documentati di intolleranza e discriminazione contro i cristiani». Ilesperto avverte che in vari Paesi, tra cui Italia, Olanda, Belgio, Austria, Germania e Spagna, vi sono stati episodi in cui «sono stati disturbati o attaccati eventi e preghiere cristiane, servizi religiosi o manifestazioni cristiane». E monsignor Florian Kolfhaus, della segreteria di Stato vaticana, ricorda come anche l`Osce pubblichi «ogni an- no un rapporto sui reati di incitamento all`odio il quale dimostra che anche in Europa la maggior parte di questi crimini sono rivolti contro i cristiani».

Del resto, a sentire gli esperti intervenuti ieri al seminario, si sta diffondendo una tendenza a imporre il «politically correct» a discapito soprattutto dei convincimenti cristiani. Non a caso Gregor Puppink, direttore del Centro europeo per legge e giustizia, denuncia nelle sentenze della Corte per i diritti umani di Strasburgo la «negazione della dimensione sociale e morale della religione».

Al seminario è stato ricordato come l`assemblea parlamentare del Consiglio d`Europa abbia già approvato nel 2011 una risoluzione che chiede «che sia assicurata la piena partecipazione dei cristiani nella vita pubblica», anche con una legislazione che consenta l`obiezione di coscienza.

(da Avvenire, 3-10-2012)




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