Anche Cuba crolla sotto l’assalto delle forze dell’INGLISH

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Fidel Castro ad un Congresso esperantista

Anche Cuba crolla sotto l’assalto delle forze dell’INGLISH.
Quella Cuba che aveva visto Fidel Castro affermare di considerarsi un soldato dell’Esperanto e che, a tutt’oggi, vede l’Esperanto tra le lingue di trasmissione di Radio Avana 

A Cuba è disgelo anche sull’inglese

Il governo lo ha definito “un requisito indispensabile” per gli universitari.

L’AVANA – A Cuba il disgelo si sente ormai un po’ dappertutto, anche sul fronte delle lingue. Il governo ha infatti definito “un requisito indispensabile” per gli universitari l’apprendimento dell’inglese, che tutti gli studenti dovranno imparare, anche se in modo graduale.

Ad annunciarlo è stato il ministro dell’educazione, Rodolfo Alarcon, il quale ha annunciato una nuova norma che definisce “imprescindibile” la conoscenza dell’inglese. Anzi, precisa Alarcon, gli studenti che non dimostrano “di padroneggiare la lingua non avranno il diploma”. In altre parole, non ci si laurea senza conoscere la lingua di Shakespeare che in realtà nell’isola è più l’idioma di Hemingway, vista l’ammirazione che i cubani continuano ad avere verso lo scrittore che a sua volta amò l’isola.

Per il governo di Raul Castro, che da tempo promuove più spazi agli investimenti esteri, l’apprendimento dell’inglese – ma anche di russo, cinese, italiano o francese – è ormai una questione strategica.

Molti anni fa, ai tempi appunto di Hemingway, i bar del centro dell’Avana offrivano ai turisti “coffe three cents”. I film che si vedevano nei cinema erano girati a Hollywood e per le strade sfrecciavano gli automobili fabbricati a Detroit. Non mancavano d’altra parte i negozi che utilizzavano nomi in inglese. E quando i ‘cubanos’ parlavano con gli ‘americanos’ dicevano, e continuano a dire, “senkiu” (thank you) e “carro” (car).

Poi, dopo il trionfo della rivoluzione, nel paese ci fu un’ ondata di nazionalismo e di anti-americanismo: l’urlo, e la scritta, simbolici che segnarono quel periodo fu d’altra parte il ben noto “Yanquis go home”.

All’Avana, ma anche in altri centri dell’isola, l’inglese è riuscito a sopravvivere, sconfiggendo di fatto persino il russo, ai tempi in cui l’Urss esisteva ed era, tra l’altro, molto presente a Cuba. Prima del corto circuito con Washington, e della rottura dei rapporti diplomatici nel lontano 1961, all’Avana i maestri privati d’inglese non mancavano.

Negli ultimi anni il numero degli insegnanti è costantemente aumentato. E lo stesso sta succedendo da qualche mese, soprattutto dopo la nascita di scuole gestite con il ‘cuentapropismo’, aperte cioè da docenti che si mettono in proprio per dare lezioni di ‘english’. Sul web non mancano le pubblicità e gli annunci: “viviamo in un mondo competitivo: più conosciamo l’inglese, più possibilità avremo di trovare lavoro, oppure di poter interagire con persone di altri paesi”.

Corriere del Ticino 8|9|2015




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