Le battaglie radicali per l’amnistia e la giustizia linguistica italiana all’agenzia europea per i diritti fondamentali.

Posted on in L'ERA comunica 14 vedi

LE BATTAGLIE RADICALI PER L’AMNISTIA E LA GIUSTIZIA LINGUISTICA ITALIANA ALL’AGENZIA EUROPEA PER I DIRITTI FONDAMENTALI.

Si è da poco conclusa a Vienna la settima riunione annuale delle ONG riconosciute dall’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali, con sede nella capitale austrica. Nel corso della seconda ed ultima giornata della riunione, Venerdi 11 aprile, l’Associazione Radicale ”Esperanto”, costituente il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, che partecipava ai lavori della riunione annuale per la quarta volta dal 2010, e rappresentata da Lapo Orlandi ha fatto una presentazione di un’ora sulla ”nonviolenza come strumento per promuovere i diritti fondamentali, coinvolgendo la società civile” partendo da due casi specifici.

Due gli argomenti toccati da Orlandi:

– l’iniziativa nonviolenta in corso di Marco Pannella per un provvedimento di Amnistia in grado di portare l’Italia fuori dalla flagranza di reato, ed in particolare di cessare immediatamente e strutturalmente, come richiesto formalmente anche dal Presidente Napolitano con il suo messaggio alle Camere, i trattamenti inumani e degradanti nei confronti dei carcerati, prima che cada tra circa un mese il termine ultimativo dettato al nostro paese dalla Corte Europea dei Diritti Umani con la sentenza Torreggiani di adempiere a tale obbligo.

– l’azione politica nonviolenta condotta dal Segretario dell’ERA, Giorgio Pagano, per ottenere la cessazione della discriminazione linguistica degli italiani, come definita dalla sentenza del TAR di Milano del 23 maggio 2013 contro il Politecnico di Milano, ad opera del Ministero della Pubblica Istruzione. L’attuale ministro Stefania Giannini, infatti, ha deciso e confermato presso il Consiglio di Stato la scelta politica di ricorrere contro tale sentenza che impedisce all’Università meneghina di sopprimere e vietare l’italiano da tutti i suoi corsi di laurea magistrale e di dottorato per insegnare esclusivamente in lingua inglese. Operando così de jure e de facto una scelta politica, sempre secondo quanto argomentato nella sentenza del TAR, sproporzionata, illegale e discriminatoria che viola il principio giuridico e costituzionale del primato della lingua italiana come lingua repubblicana ed il diritto costituzionalmente garantito della libertà d’insegnamento dei docenti universitari.

La relazione sull’intervento di Lapo Orlandi a Vienna sarà messa agli atti dell’incontro e, disponibile quindi, a breve.




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.