AMERICA PIÙ POVERA DOPO IL SEQUESTER IL RUOLO DI ARBITRO LE SI ADDICE MENO

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AMERICA PIÙ POVERA DOPO IL SEQUESTER IL RUOLO DI ARBITRO LE SI ADDICE MENO

Negli Stati Uniti circola una teoria – non nuova ma in questo periodo riemersa vigorosa – che due giorni fa è stata riassunta così in un commento sul New York Times titolato «Vieni a casa America»: «L’America era prospera molto prima di essere una superpotenza; ne1.1890 era già l’economia più grande e più ricca. Non abbiamo bisogno di un grande esercito per essere ricchi. E vero l’opposto: esso drena le nostre risorse». A scriverlo è stata Elizabeth Cobbs Hoffman, professoressa di Relazioni estere all’Università statale di San Diego. «Ambedue i partiti (Democratico e Repubblicano, ndr) sono bloccati aggiunge – in un paradigma di costoso attivismo internazionale mentre poteri emergenti come Cina, India, Brasile e Turchia stanno accumulando ricchezza». Gli Stati Uniti dovrebbero prendere l’occasione del sequester – il taglio automatico, quest’anno, di 85 miliardi di dollari di spesa che per metà colpirà il Pentagono – per cercare una nuova dottrina, conclude l’esperta (che nei primi Anni Duemila è stata consulente della Casa Bianca). Ora: la Cina è il secondo Paese del mondo per spese militari dopo gli Usa (dati del- l’istituto Sipri di Stoccolma), anche non considerando il molto che non compare nelle statistiche di Pechino. Nella stessa classifica, l’India arriva settima e dal zon è il maggiore acquirente dí armi sul mercato internazionale. Brasile e Turchia sono nei primi 15 posti, assieme ad altri emergenti quali Russia e Arabia Saudita. Accompagnano cioè la loro crescita rafforzando gli eserciti: non risparmiano affatto in spese militari. Quanto ai Paesi che, secondo la strategia della professoressa Cobbs Hoffman, dovrebbero finalmente prendersi responsabilità militari adeguate al Ventunesimo Secolo, gli europei, non si può che notare quanto siano invece impegnati a tagliare gli investimenti nella Difesa. I casi libico e siriano, infine, raccontano quanto sia ancora difficile mantenere gli equilibri, anche regionali, se Washington non è direttamente coinvolta: in forma di Umpire, Arbitro, se non di Empire, Impero – come la professoressa preferisce dire. Improbabile che in questa cornice una forma di neo-isolazionismo americano abbia un futuro.

Danilo Taino
@ danilotaino

CORRIERE DELLA SERA, 7-03-2013




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