Amazzonia: taglio illegale in riserva indigena del Perù

 Amazzonia: taglio illegale in riserva indigena del Perù

 

Un rapporto governativo documenta il massiccio abbattimento di alberi nella Riserva Kugapakori – Nahua – Nanti, abitata da popolazioni indigene che vivono in isolamento volontario. Quasi un quarto della riserva è sovrapposta una concessione per l’estrazione di gas, (lotto 88), assegnata a un consorzio minerario guidato dalla Pluspetrol che ha sfruttato i giacimenti di gas Camisea dal 2004. Secondo il rapporto, le sette aree in cui è stata documentata la deforestazione, si trovano tutte nell’area di operazioni dove la Pluspetrol si appresta a perforare 21 nuovi pozzi nell’ambito di una massiccia operazione di espansione delle sue attività estrattive.

Secondo il rapporto, la deforestazione coinciderebbe con le aree in cui è prevista la costruzione di sette piattaforme di perforazione già previste per il Lotto 88 (San Martin Este, San Martin Norte, Kimaro Centro, Kimaro Norte, Kimaro Oeste, Armihuari Norte e Armihuari Sur).

I piani della Pluspetrol a San Martin Este sono già stati approvati dal Ministero dell’Energia e delle Miniere, ma quest’ultimo ancora non ha accordato i permessi per gli altri 18 pozzi.

Il 12 luglio, 1978 Perù ha ratificato la Convenzione americana sui diritti umani, il che significa che tutte le sentenze della Corte interamericana dei diritti umani, anche se relative ad altri paesi, hanno il valore di precedente legale vincolante in Perù. Tra queste figura una sentenza volta a proteggere la comunità Sarayaku nell’Amazzonia ecuadoriana, che si applica al caso in questione. La sentenza stabilisce che i progetti su “larga scala”, prevedono non solo la consultazione delle popolazioni indigene, ma anche il loro consenso libero , preventivo e informato, ottenuto secondo le loro usanze e tradizioni.

I popoli indigeni in ‘isolamento volontario’ non hanno dato il loro consenso ai progetti di espansione di Pluspetrol, e non sono stati neppure consultati. In realtà, ogni contatto finalizzato ad ottenere il loro consenso, potrebbe causare una fatale epidemia, dato che questi popoli non conoscono malattie per noi comuni, e perfino un semplice raffreddore diviene una epidemia mortale a causa della mancanza di difese immunitarie.

La Corte Costituzionale del Perù ha confermato che i trattati internazionali sui diritti umani ratificati dal Perù sono incorporati automaticamente nel diritto nazionale peruviana attraverso la Costituzione e assumo un valore di tipo costituzionale, quindi al di sopra delle leggi nazionali o dei contratti di investimento.

“Lo sfruttamento dei giacimenti di gas a Camisea è certamente un progetto su larga scala ed è chiaro il Perù sta violando la legge” spiega il direttore del FPP Joji Cariño . “La sopravvivenza dei popoli indigeni che vivono in isolamento volontario nella regione di Camisea è seriamente minacciata”.

Pluspetrol ammette in questo EIA che il contatto con le popolazioni indigene in isolamento volontario è probabile durante le proprie operazioni, e che queste persone, in generale, sono a rischio di fatalità di massa a causa delle epidemie diffuse dal contatto.

Lo scorso marzo anche il Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale ha esortato il Perù a ‘sospendere immediatamente’ l’espansione del progetto di gas Camisea.

(Da salvaleforeste.it, 21/10/2013).                      




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